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I renziani si ricompattano… a tavola

ROMA La ricomposizione dell’area renziana calabrese viene suggellata a tavola. Complici le serrate trattative per il Colle, e l’invito formulato dal ministro Maria Elena Boschi, i big calabresi fed…

Pubblicato il: 21/01/2015 – 15:02
I renziani si ricompattano… a tavola

ROMA La ricomposizione dell’area renziana calabrese viene suggellata a tavola. Complici le serrate trattative per il Colle, e l’invito formulato dal ministro Maria Elena Boschi, i big calabresi fedelissimi del premier si sono ritrovati seduti attorno allo stesso tavolo in un locale del centro di Roma. Si è parlato di Quirinale, certo. Ma c’è chi è pronto a giurare che l’appuntamento capitolino di ieri sera abbia rappresentato il primo passo verso un disgelo tra le varie anime che popolano l’universo renziano calabrese.

Attorno alla tavola imbandita sono stati avvistati Ernesto Magorno, Stefania Covello, Ferdinando Aiello ed Ernesto Carbone. Gli ultimi due fanno coppia fissa da tempo, tanto che in Transatlantico vengono simpaticamente accostati al “gatto e la volpe” del renzismo made in Calabria. Quando vedi uno, sai che l’altro è a pochi metri. La novità riguarda la (ritrovata?) armonia con Magorno dopo le schermaglie degli ultimi mesi.  Quanto alla Covello, è ormai noto il filo diretto con la ministra. E il suo recente ingresso nella segreteria nazionale è la conferma di quanto siano solidi i legami della deputata cosentina con il cerchio magico del premier. I diretti interessati giurano che durante la serata «non sono stati toccati» argomenti calabresi. «Si è parlato del percorso di riforme all’esame del Parlamento», taglia corto uno dei partecipanti. Unico assente di lusso Demetrio Battaglia. Che alla convocazione di Boschi non ha risposto presente per altri impegni politici e personali assunti in precedenza.

D’altronde la cura individuale dei potenziali 505 grandi elettori necessari a eleggere il capo dello Stato dalla quarta votazione in poi non è solo una scelta dettata dalla tattica ma è la conseguenza di una condizione particolare in cui si trova il Parlamento. Non ci sono più i capicorrente e allora ai fedelissimi del premier-segreterio tocca andare a convincerli uno ad uno, i singoli parlamentari. C’è da scommettere che con i vari Magorno, Covello, Aiello e Carbone non ci sia voluto poi così tanto tempo.

an. ri.

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