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Processo Scajola, personaggi influenti al lavoro per salvare Matacena

REGGIO CALABRIATorna in Calabria per assistere all’udienza del processo che lo vede imputato per aver aiutato l’ex parlamentare di Forza Italia, Amedeo Matacena, a sottrarsi a una condanna definiti…

Pubblicato il: 28/01/2015 – 19:44
Processo Scajola, personaggi influenti al lavoro per salvare Matacena

REGGIO CALABRIATorna in Calabria per assistere all’udienza del processo che lo vede imputato per aver aiutato l’ex parlamentare di Forza Italia, Amedeo Matacena, a sottrarsi a una condanna definitiva per mafia, l’ex ministro Claudio Scajola, ma forse per l’ultima volta siederà solo insieme a suoi legali fra i banchi riservati agli imputati. Attualmente con lui alla sbarra c’è Mariagrazia Fiordelisi, storica segretaria dei coniugi Matacena, ma i due stanno sempre dalle parti opposte dell’aula e mai sono stati visti scambiare parola. Dal prossimo 25 febbraio però, quei banchi sembrano destinati a divenire molto più affollati.

IN FUTURO, PROCEDIMENTI RIUNITI
Come era prevedibile, il pm Giuseppe Lombardo ha anticipato che non appena inizierà formalmente il dibattimento a carico di Chiara Rizzo e Martino Politi – che hanno rinunciato al rito abbreviato dopo che il gup ha accolto la modifica della contestazione a loro carico, oggi appesantita dall’aggravante mafiosa – chiederà la riunione con il processo che già vede alla sbarra Scajola e la Fiordelisi, perché “le contestazioni e l’istruttoria sono totalmente sovrapponibili”. Ma ai legali che chiedono se per caso anche per i propri assistiti ci sarà una richiesta di modifica del capo di imputazione, il pm sorride e non risponde.
SPEZIALI, L’UOMO GIUSTO
Nel frattempo, il vicequestore aggiunto della polizia di Stato, all’epoca delle indagini in forza alla Dia di Reggio, Leonardo Papaleo, dal banco dei testimoni ha continuato a mettere conversazioni, intercettazioni, attività tecniche e riscontri incrociati che hanno incastrato l’ex ministro, e messo nei guai anche parte del suo più stretto entourage. Un circolo ristretto di personaggi dalle amicizie influenti e dalle relazioni importanti, chiamato a vario titolo a collaborare al piano di “salvare” Matacena dal carcere, garantendone al contempo la piena operatività. Un progetto in cui – è emerso oggi in aula – in cui Scajoa nelle conversazioni telefoniche intercettate si diceva certo di  avere coinvolto  «l’uomo giusto»  per assicurare a Matacena  «il posto migliore, piu’ sicuro e vicino». Un riferimento chiaro, per inquirenti e investigatori, al faccendiere  Vincenzo Speziali, da tempo residente a Beirut, in Libano, che – emergerà dalle indagini – si sarebbe prodigato per assicurare a Matacena la copertura istituzionale necessaria non solo per trasferirsi nel paese dei cedri in sicurezza, ma anche per potervi soggiornare in piena libertà e mantenendo intatta la propria operatività. 

QUEL CONTO CHE NON C’E’

Manovre che correvano parallele a quelle bancarie, in cui è stata coinvolta anche la sorella dell’ex ministro Scajola. È da lei che il 13 dicembre del 2013 Scajola indirizza Chiara Rizzo, quando la donna ha necessità di far transitare dei soldi da un conto corrente a un altro, ma senza che l’intera operazione risulti visibile e trasparente “per via di tuo marito”, la anticipa l’ex ministro quando Lady Matacena gli spiega al telefono la situazione. I soldi sono da qualche parte e sono tanti, “possono trasferirli anche a diecimila euro al mese” – dice la donna – ma l’importante è che entrino “legittimamente” nelle sue disponibilità, anche perché proprio in quelle settimane la donna di appresta a raggiungere il marito a Dubai. L’operazione è complessa e le manovre messe in atto fra i due sono rese di ancor più difficile comprensione dal linguaggio criptato o allusivo con cui Scajola e la Rizzo si intendono. Eppure, il quadro che ne emerge diventerà in breve chiaro agli investigatori, perché sarà lo stesso ex ministro, in parte, a tradirsi. Per portare a termine l’operazione sarà necessario l’intervento della sorella, chiamata a intercedere presso una terza persona, che materialmente consentirà l’operazione.
CLAUDIO INGUAIA ESA
Passaggi che Scajola deve spiegare alla Rizzo, prima che questa si incontri con la sorella. Ed è con vivo interesse che gli investigatori all’epoca lo ascoltano spiegare a Lady Matacena “poi ho parlato con mia sorella Esa chiedendogli riservatamente un grande piacere …conclusione, Esa domani mattina parte da qua, si libera del nipo … sai che è nato il secondo nipotino, no’?… quindi si è levata di qua e va a Montecarlo … vede lui domani mattina alle 11,00 … senti bene, mi ha già accennato, con un telefono pulito, la vicenda e l’urgenza assoluta … lui doveva andare da un’altra parte e si è liberato, per cui lui è … alle 11,00 va Esa raggiungerlo alla piscina delle terme, a Montecarlo” . E la sorella di Scajola è a conoscenza di tutta la situazione – assicura l’ex ministro perché – ” io a Maria Teresa … a Esa … a Esa, dico… gli ho spiegato tutto quello che ho capito io in maniera esatta … e devo dire che è un tesoro perchè, dopo averne parlato con lui. ho fatto venire lei qui in ufficio da me, lei era a San Remo. è corsa qui in ufficio da me e ha preso … prende la macchina. domani mattina, e pedala a Montecarlo … allora. lui gli ho detto che deve farmi un miracolo. si inventi come cazzo vuole ma faccia un miracolo … conclusione. ti do il numero di Esa o ce l’hai già? Lei mi ha detto che forse ce l’hai!”. Effettivamente – riferisce Papaleo – stando a quanto emerge dalle conversazioni, le due donne si incontreranno a Montecarlo, ma soprattutto si comprende come Lady Matacena avesse ampia disponibilità di denaro, nonostante tentasse di dare a credere di essere stata lasciata pressoché in rovina dal marito.
OPERAZIONI A OROLOGERIA
Un tesoretto nascosto che, secondo l’ipotesi investigativa, derivava anche dalle manovre messe in atto dalla Rizzo per portare a termine la colossale operazione di intestazione fittizia che avrebbe permesso a Matacena di spostare la titolarità di diverse società, con sede nei più diversi paradisi fiscali. Un’operazione a orologeria, ricostruita in dettaglio dalla Procura, e che secondo i pm sarebbe stata scadenzata sulla base del complicato e lungo iter dei procedimenti a carico di Matacena. Un’ipotesi già emersa nelle prime fasi di indagine e confermata dalle successive acquisizioni, a partire da quelle scaturite dagli approfondimenti disposti sul materiale sequestrato a casa di Maria Grazia Fiordelisi, segretaria e custode dell’archivio riservato dei coniugi.

Alessia Candito

a.candito@corrierecal.it

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