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Ritorno alla normalità

di Paolo Pollichieni   Un milione e seicentomila euro, questo è l’assegno annuale che la Regione Calabria deve staccare alla multinazionale Kpmg, unitamente a un altro assegno di mezzo milione…

Pubblicato il: 21/02/2015 – 5:00

di Paolo Pollichieni

 

Un milione e seicentomila euro, questo è l’assegno annuale che la Regione Calabria deve staccare alla multinazionale Kpmg, unitamente a un altro assegno di mezzo milione di euro per un rimborso forfettario delle spese.
In cambio la multinazionale tanto cara al ministero dell’Economia, sia nella stagione targata Berlusconi che in quelle successive, si dovrebbe fare carico, oltre che delle consulenze in materia di rientro della spesa sanitaria, anche della «prima attività di attivazione di transazioni per estinguere il debito pregresso delle aziende sanitarie».
Tradotto in soldoni il fatto è questo: nello scorso autunno il commissario ad acta, il generale Luciano Pezzi, ha racimolato le risorse finanziarie sbloccate per pagare i debiti delle aziende sanitarie calabresi verso i propri fornitori e le ha messe a disposizione di Kpmg. La cifra esatta è ignota ai comuni mortali, ma si tratterebbe di alcune centinaia di milioni di euro. Prima della decisione di Pezzi era una struttura regionale centralizzata a dover provvedere a tali pagamenti, adesso possono provvedere le singole Asp, ma non in autonomia, bensì sotto le direttive di Kpmg che, allo scopo, ha aperto i suoi uffici nelle varie aziende e che ha in mano i cordoni della borsa. L’obiettivo dichiarato dal commissario è quello di accelerare la spesa creando così delle economie e dei risparmi, soprattutto abbattendo il contenzioso enorme che si era accumulato negli anni. Un contenzioso che ha una sua precisa origine: l’Asp aveva posto condizioni che i creditori giudicavano inaccettabili. In pratica, la proposta prevedeva per il creditore la rinuncia a tutti gli interessi, alle spese legali e a parte del capitale, a fronte di un impegno a pagare entro 60 giorni che, comunque, se non mantenuto, dava diritto dal momento della transazione al capitale e ai soli interessi legali. A confronto gli uomini del racket sono dei signori.
Giusto cambiare pagina, se non fosse però che con l’avvento di Kpmg le cose vanno ancora peggio e il contenzioso, visto che i pagamenti non arrivano, sta nuovamente lievitando con il risultato che Kpmg, chiamata e profumatamente pagata per realizzare dei risparmi sta ottenendo un risultato esattamente opposto, considerata l’esiguità dei debiti pagati a fronte delle ingenti somme rese disponibili dalla Regione (chissà in quale banca stanno depositate…).
Ed ecco lo scenario che la sanità calabrese si ritrova davanti: a seguito dello sblocco delle assegnazioni (possibilità di eseguire i pignoramenti) avvenuto nell’agosto 2013, oggi le Asp si vedono ripresentati tutti i vecchi decreti ingiuntivi relativi a crediti non recuperati, con interessi e spese legali. Questi decreti ingiuntivi esecutivi sono ora in fase o di pignoramento o di giudizio di ottemperanza al Tar con conseguente ingiunzione al pagamento e nomina di un commissario ad acta per procedere alle liquidazioni.
Mentre scriviamo, sono centinaia i commissari ad acta (quasi sempre funzionari di Prefettura) insediati nelle varie Asp e ogni commissario ad acta comporta per l’Asp un ulteriore costo di circa duemila euro. Nelle more, ovviamente, le partite relative ai crediti continuano a produrre interessi fino alla loro effettiva estinzione. Una situazione, questa, che mentre in passato poteva anche avere una spiegazione per via dei mancati conferimenti alle Regioni, oggi appare assolutamente ingiustificata e ingiustificabile, atteso che nessuno si spiega, essendo state messe a disposizione le somme per le transazioni gestite da Kpmg perché non si proceda alla liquidazione almeno dei decreti ingiuntivi esecutivi, dove non ci si può più opporre e c’è ben poco ormai da verificare.
Pagare il debito porterebbe alla sistemazione dei bilanci delle singole Asp; determinerebbe il blocco dell’implementazione degli interessi dovuti e l’eliminazio- ne del debito pregresso; assicurerebbe la reimmissione nell’asfittica economia calabrese di somme importanti; segnerebbe la forte riduzione di importanti partite di contenzioso dai tribunali civili a quelli amministrativi; eviterebbe vuoti negli organici delle Prefetture da dove provengono in massima parte i commissari ad acta.
Insomma sarebbe un lento ma costante ritorno alla normalità rispetto all’attutale cronica situazione di emergenza. Già, ma uscire dall’emergenza significa non avere più bisogno di Kpmg…

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