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La rabbia dei lavoratori Infocontact arriva a Roma

LAMEZIA TERME I lavoratori di Infocontact non si arrendono. Una delegazione sia della sede di Rende che di Lamezia, mercoledì mattina alle 11, sarà davanti alla sede del ministero dello Sviluppo ec…

Pubblicato il: 09/03/2015 – 17:46
La rabbia dei lavoratori Infocontact arriva a Roma

LAMEZIA TERME I lavoratori di Infocontact non si arrendono. Una delegazione sia della sede di Rende che di Lamezia, mercoledì mattina alle 11, sarà davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico, dove contemporaneamente si svolgerà un incontro tra le parti interessate alla vicenda. Con il sit in di protesta i dipendenti della società vogliono dire no alla perdita di numerosi posti di lavoro e alla riduzione dell’orario.
Per questo motivo, anche domani mattina, a Lamezia, una rappresentanza di lavoratori attenderà il presidente della Regione Mario Oliverio, che nella cittadina della Piana assieme al consigliere Carlo Guccione presenterà il progetto “Garanzia giovani”.
Nei giorni scorsi, sia a Rende che a Lamezia, i lavoratori hanno manifestato bloccando temporaneamente gli svincoli autostradali, chiedendo un intervento urgente da parte delle istituzioni. «I motivi – hanno spiegato – sono sempre i soliti. Sono a rischio centinaia di posti. Il governo ci ha abbandonati e fa orecchie da mercante di fronte alle nostre richieste, che sono ben chiare. Ci stanno portando via il futuro e non abbiamo intenzione di restare a guardare».
Sempre la scorsa settimana, c’è già stato un incontro al ministero nel corso del quale i sindacati si sono confrontati con i commissari, che si sono occupati della liquidazione della società Infocontact e con i rappresentanti delle due aziende, Abramo Customer Care e Comdata, che hanno acquistato i rami di Infocontact ancora attivi. «Sono a rischio – hanno sottolineato i dipendenti – centinaia di posti di lavoro e averne salvati, con delle clausole svantaggiose per noi, 1.500 circa non è sufficiente. Anche perché di questi 1.500, molti non potranno continuare a lavorare perché le sedi periferiche saranno chiuse e il costo della trasferta, con la retribuzione che hanno previsto, sarebbe troppo esosa. Tutto lo stipendio servirebbe solo per raggiungere il posto di lavoro». «Non possiamo accettare quella proposta – ha ribadito Mauro Rende, rappresentante rsu e dipendente della sede cosentina – si vuole ridurre l’orario di lavoro del 50% e licenziare 29 persone tra i lavoratori della sede di Rende. Qui siamo 400 dipendenti di cui 306 assunti a tempo indeterminato. La decurtazione dell’orario di lavoro, e quindi dello stipendio, e il licenziamento di 29 colleghi, sono inaccettabili».

 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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