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Bilancio, Bevacqua: la crisi impone tagli alla spesa

REGGIO CALABRIA «A pochi mesi dell’avvio della legislatura siamo costretti ad approvare un bilancio senza grandi margini di manovra, influenzato da ragioni contingenti e pregresse. La situazio…

Pubblicato il: 22/04/2015 – 10:24
Bilancio, Bevacqua: la crisi impone tagli alla spesa

REGGIO CALABRIA «A pochi mesi dell’avvio della legislatura siamo costretti ad approvare un bilancio senza grandi margini di manovra, influenzato da ragioni contingenti e pregresse. La situazione attuale obbliga a scelte coraggiose in termini di razionalità e di tagli con la consapevolezza che le uniche risorse effettivamente disponibili sono rappresentate dai fondi comunitari, che ci obbligano a un’accelerazione della spesa e in prospettiva dalla nostra capacita di rendere snella ed efficace il ruolo della regione». È diretto il consigliere regionale del Pd, Mimmo Bevacqua, nell’evidenziare la situazione di difficoltà in cui si trova la Calabria, pur ammettendo che, in alcuni settori, nonostante tutto si poteva “osare di più».

Nel trasporto pubblico, ad esempio, «la cifra esigua assegnata conferma il trend di non sostenibilità del settore. Mentre l’assegnazione di soli 600mila euro al settore Protezione civile non consentiranno neanche di far fronte alle emergenze». Sulle misure di contrasto all’evasione fiscale contenute nel documento contabile Bevacqua, pur ritenendo lo sforzo opportuno, è consapevole che «l’attività di contrasto condotta sia a livello nazionale che regionale è sempre stata lunga, difficile e foriera di risultati piuttosto scarsi».

Altro punto critico individuato da Bevacqua, frutto delle vecchie gestioni, è costituito dal riaccertamento dei residui, che potrebbero finire per opacizzare gli sforzi dell’attuale maggioranza nel tentativo di sanare il disavanzo ereditato. 

Da qui l’invito di Bevacqua di avviare una operazione verità sui conti regionali. «Non possiamo tacere – ha proseguito Bevacqua nel suo intervento – la cristallizzazione delle dotazioni, da imputare ai disastri perpetrati da una sanità, e non solo, che ha fagocitato risorse miliardarie e raso al suolo i servizi relativi. A ottobre 2014 la Calabria risultava tra le ultime regioni europee in materia di utilizzo dei fondi europei: grazie all’intervento della nuova amministrazione si è proceduto alla costituzione delle task force per utilizzare correttamente i Piani integrati di sviluppo urbano (Pisu) e i Piano integrati si sviluppo locale (Pisl), e sta svolgendo una decisa azione di riprogrammazione del Piano di azione coesione (Pac), anche per riuscire a utilizzare i fondi previsti sui Por-Fesr. L’attenzione è volta anche alle importanti risorse provenienti dai tagli agli sprechi da indirizzare verso nuove e produttive attività». Su questo punto Bevacqua lancia un monito: «Non bisogna consentire che i provvedimenti di riduzione delle spese, approvati con coraggio in giunta e in commissione, rimangano su carta».

«È ovvio – prosegue l’esponente del Pd – che in pochi mesi non si poteva attuare quella “svolta” che abbiamo promesso ai calabresi nelle elezioni dello scorso novembre. Molto resta ancora da fare a cominciare dal ripristino della fondamentale interlocuzione con il governo centrale per richiedere a testa alta nuove e importanti risorse per la nostra Regione e per lavorare in sinergia nel risolvere i problemi antichi ereditati e programmare nuovi e qualificati interventi. E poi dobbiamo passare, da una programmazione economico e finanziaria vistosamente frammentata, a una programmazione partecipata e concentrata su importanti e qualificati interventi. Soprattutto, bisogna evitare di persistere nella dispersione in mille rivoli delle risorse disponibili. Fra queste priorita’, a me pare essenziale: predisporre un piano compiuto di sicurezza contro il dissesto idrogeologico; avviare l’adeguamento degli edifici scolastici; predisporre interventi per il rilancio dei piccoli comuni e di quelli montani, del mondo agricolo, del mondo imprenditoriale. Resta pressante il dovere che come massima istituzione regionale abbiamo nei confronti di migliaia di calabresi a rischio povertà».

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