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Balneazione, illustrati i dati per la provincia di Reggio

REGGIO CALABRIA La costa del comune di Reggio Calabria continua a rappresentare una delle aree più critiche dell’intera provincia reggina per la sua balneabilità, con altri punti sensibili su …

Pubblicato il: 30/04/2015 – 10:10
Balneazione, illustrati i dati per la provincia di Reggio

REGGIO CALABRIA La costa del comune di Reggio Calabria continua a rappresentare una delle aree più critiche dell’intera provincia reggina per la sua balneabilità, con altri punti sensibili su Gioia Tauro, San Ferdinando e Villa San Giovanni. Nonostante le criticità, vi sono anche punti di sensibile miglioramento sulle coste reggine, sia dello Jonio e sia del Tirreno, portando nel complesso ad un aumento delle percentuali di acque classificate eccellenti, pari all’87%, rispetto all’81% del 2013. È questo uno dei passaggi salienti del seminario rivolto ai sindaci dei comuni costieri della provincia di Reggio Calabria che l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) ha tenuto a Palazzo San Giorgio, sede dell’amministrazione comunale reggina, illustrando i dati della campagna di balneazione 2015, ottenuti attraverso le attività di monitoraggio e analitiche dell’intera stagione 2014. Lo stesso primo cittadino, Giuseppe Falcomatà, che ha presieduto i lavori, ha confessato come «la questione della balneazione sia una delle prime emergenze, da affrontare con costanza partendo innanzitutto dalla depurazione, punto dolente negli anni precedenti, ma anche con un controllo più diretto del territorio».
Il direttore del dipartimento provinciale Arpacal di Reggio Calabria, Giovanna Belmusto, nell’introdurre i lavori del seminario ha sottolineato come la costa reggina rappresenti «uno dei punti strategici per l’intera regione», con specificità marine ed ecosistemi così particolari che di per sé renderebbero, ad esempio lo Stretto di Messina, già patrimonio dell’Umanità, come è stato proposto all’Unesco. Sabrina Santagati, direttore generale dell’Arpacal, come d’altronde nei precedenti seminari dedicati alle altre province calabresi, ha insistito sulla «attendibilità del dato scientifico» che esce dai laboratori Arpacal, dando ai referti sulla balneazione delle coste calabresi quella scientificità ed autorevolezza che le istituzioni locali pretendono da un’agenzia, come l’Arpacal, che ha il compito di dare supporto tecnico scientifico nelle opere di prevenzione e protezione dell’ambiente. «Una squadra di tecnici – ha detto – risicata nel numero, ma dalla grande professionalità e senso del dovere: uomini e donne che si sporcano le mani, rischiano la propria incolumità per dare alla Calabria quegli strumenti di conoscenza, che sono i dati ambientali, utili a rendere migliore la qualità della nostra vita».
Francesca Pedullà, referente regionale dell’Arpacal per la campagna di balneazione, ha illustrato i dati su scala regionale, sottolineando ancora, come già fatto nei precedenti seminari provinciali, «il miglioramento complessivo delle acque in eccellenza della regione, in concomitanza con la riduzione della percentuale delle acque classificate come scarse. È chiaro che i casi di criticità isolata – ha detto ancora – ci sono, e hanno cause ed effetti differenti: dagli sversamenti improvvisi a mare, di cui individuiamo la fonte e contribuiamo alla soluzione, o alle fioriture algali che, pur non avendo effetti negativi sulla salute dei bagnanti, recano problemi per la loro inestetica presenza, spesso fraintesa come escrementi. È altrettanto chiaro che le cause delle criticità che abbiamo potuto notare anche in provincia di Reggio Calabria – ha riferito – siano riconducibili ai casi di depurazione irregolare, sversamenti abusivi, ed apporto a mare attraverso i torrenti e canali di sostanze che determinano la cosiddetta eutrofizzazione delle acque».
Alberto Belvedere, del servizio tematico Acque del dipartimento provinciale Arpacal di Reggio Calabria, ha invece illustrato i dati specifici della provincia «È evidente che sulla base della normativa, di origine comunitaria, che applichiamo, che ci chiama a fare una valutazione anche sulla base di una media ponderata triennale, ci siano tratti di costa provinciali, che nonostante criticità isolate, continuino ad avere classificazione eccellente; mentre per altri tratti, dove il lavoro potremmo dire di riqualificazione è ancora in corso, il risultato di miglioramento si potrà osservare con il tempo. È il caso della spiaggia di Brancaleone, che nel 2013 era classificata scarsa e quest’anno entra nella categoria buona».  
Il capitano Francesco Terranova, della capitaneria di porto di Reggio Calabria, nel portare i saluti del comandante della Direzione marittima di Reggio Calabria, Andrea Agostinelli, ha sottolineato come proprio nella provincia reggina sia nato il prototipo di accordo di collaborazione con l’Arpacal – per le attività di controllo a mare e collaborazione nelle campagne di balneazione nonché nelle iniziative denominate “Pronto intervento Sos Mare”  – poi esportato a tutti i dipartimenti provinciali dell’Agenzia ambientale calabrese. «Quando veniamo invitati dall’Arpacal – ha detto il capitano Terranova – per noi è come sentirsi a  casa, visto che in questi anni di collaborazione fitta, abbiamo rinsaldato rapporti di forte sinergia che poi, come è noto all’opinione pubblica, danno i risultati quotidiani che si vedono. In questi anni, ho potuto notare che il cambiamento sta iniziando, dalle iniziative congiunte ma anche dalla nuova sensibilità ambientale che hanno acquisito i cittadini che fruiscono della nostra risorsa mare».

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