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La parte calabrese dei KuTso

Con il loro brano, “Elisa” sono arrivati secondi fra le nuove proposte alla 65esima edizione del Festival di Sanremo. Fra tutti gli artisti che hanno calcato, in questa edizione, il palcoscenico de…

Pubblicato il: 30/04/2015 – 17:04
La parte calabrese dei KuTso

Con il loro brano, “Elisa” sono arrivati secondi fra le nuove proposte alla 65esima edizione del Festival di Sanremo. Fra tutti gli artisti che hanno calcato, in questa edizione, il palcoscenico dell’Ariston sono stati sicuramente i più simpaticamente irriverenti. Sono i ‘KuTso’, band emergente del panorama artistico nostrano. Il gruppo è composto da quattro artisti: Matteo Gabbianelli voce, Donatello Giorgi chitarra e cori, Simone Bravi batteria e Luca Amendola basso e cori. Quest’ultimo è un calabrese trapiantato nella Capitale. Diplomatosi in basso elettrico al Saint Louis College of Music di Roma, inizia subito un’intensa attività live partecipando ai più importanti eventi nazionali. Nel 2011 entra a far parte dei KuTso e nel contempo insegna basso e compone musiche per la pubblicità e per il teatro. Luca e soci, seppur giovani, in pochissimo tempo sono riusciti a ritagliarsi uno spazio considerevole, infatti sono stati scelti per aprire il concerto di Marta sui Tubi e Caparezza. La loro musica è stata apprezzata al ‘concertone’ del Primo Maggio 2014, a Miami durante una tappa del ‘Hit Week’ e all’ ‘Hard Rock Live’ di Roma. Il complesso in ogni sua esibizione crea sul palco una visibile tela drammaturgica dai tratti scherzosi e provocatori supportata da arrangiamenti di elevata qualità e doti artistiche indiscusse. A raccontare questa nuova realtà musicale è Luca, il calabrese del gruppo.

Come nascono i ‘KuTso’?
“Il progetto nasce da un’idea di Matteo, la voce della band, ci siamo conosciuti in maniera molto professionale. Essendo tutti musicisti che operano da diversi anni in questo mondo, tra un palco ed un altro abbiamo deciso di unirci e creare il gruppo. Dal 2006 abbiamo iniziato a fare i primi concerti come ‘KuTso’ e fortunatamente continuiamo ad esibirci su palcoscenici sempre più importanti. Abbiamo anche avuto la fortuna di essere apprezzati da artisti italiani di chiara fama che ci hanno coinvolto, e continuano a coinvolgere, nei loro programmi”.
Vi hanno paragonato ad una versione giovanile degli ‘Elio e le Storie Tese’ ma voi avete sempre ribadito di ispirarvi al grande cantante calabrese Rino Gaetano.
“Le nostre influenze in realtà sono tantissime, dal punk di Iggy Pop e dei Nirvana alle armonie dei Beatles, da Michael Jackson a Giorgio Gaber per poi arrivare a Rino Gaetano. A lui, ci siamo sentiti molto vicini soprattutto in occasione del festival. Abbiamo portato sul palco quell’elemento un po’ ‘sui generis’ come quando Rino Gaetano partecipò a Sanremo con ‘Gianna’”.
A proposito di Calabria, tu sei originario di Paola (in provincia di Cosenza). Raccontaci il tuo legame con la nostra regione.
“Sono nato e cresciuto lì e, fra un concerto e l’altro, cerco sempre di fare un salto ad abbracciare la mia famiglia e gli amici più cari. Rimango sempre affascinato da come in Calabria puoi passare da paesaggi caraibici a boschi fittissimi in pochi chilometri. È una regione meravigliosa”.
Siete stati la parte irriverente di un ‘Sanremo 2015’ che ha voluto fortemente ritrovare i tratti autentici del passato della famosa kermesse. Come avete vissuto questa esperienza?
“Siamo saliti sul palco dell’Ariston presentando noi stessi e il nostro progetto senza smussarlo di una virgola, cercando di dare il massimo e concentrando tutta l’energia di un concerto in meno di tre minuti. È stata un’esperienza fantastica e siamo contentissimi di come sia andata”.
La canzone ‘Elisa’ è un inno all’amore o al piacere?
“È un inno al piacere dell’amore.È soprattutto un gioco, utilizzare il nome della destinataria ci sembrava la scelta migliore. Questa ‘Elisa’ racchiude una serie di esperienze e sogni, è un personaggio letterario nato da diversi momenti reali messi assieme”.
I travestimenti sul palco hanno uno scopo preciso o vogliono solo ‘divertire’ il pubblico?
“I travestimenti sono una prerogativa del nostro chitarrista-trasformista Donatello che non riesce a salire sul palco senza mascherarsi, quindi è più una sua esigenza patologica.La trovata di vestirsi con la tendina della doccia, indossando la maschera di Carlo Contiè stato un colpo di ‘genio’ (sorride n.d.r)”.
Come nasce la tua passione per la musica e per il basso in particolare?
“Da bambino giocavo con due vinili ‘The Wall’ dei Pink Floyd e ‘G. Hits II’ dei Queen, ho da sempre apprezzato la musica in ogni sua forma fino a capire che quella del basso era la più adatta a me. Ho iniziato a suonare nei garage e sui primi palchi finché alla passione smisurata si è sommata la voglia di farlo per professione”.
Dove rivedremo i ‘KuTso’ nei prossimi mesi, è in programma un tour estivo?
“Il nostro tour è ‘perpetuo’ solo nell’ultimo anno abbiamo fatto più di cento concerti in Italia e all’estero. È da poco uscito il nostro nuovo disco ‘Musica per Persone Sensibili’ e ci sono in programma molte date”. Torino, Milano, Bologna, Mantova e Foligno le tappe di marzo 2015. La band, in soli nove anni, è riuscita a costruirsi una credibilità tale che può oggi può contare un numeroso seguito. Da Roma, dove si trova la cabina di regia del gruppo, gli artisti si sono spostati in tutto il mondo collaborando con professionisti del calibro di Darryl Jones e Jeff Berlin.
Come descriveresti lo stile musicale della tua band?
“Noi amiamo definirlo: quello che ci pare. Non rispettiamo schemi specifici. Viviamo la musica in un mondo tutto nostro, vogliamo sorprendere ma anche dare prova delle nostre capacità come musicisti e come cantanti”. Avete esperienze di collaborazioni fra artisti e come giudicate le fusioni di generi?
“Siamo assolutamente a favore delle fusioni di generi: sono unioni che riescono a creare qualcosa di esclusivo. Inoltre sia sul palco che in studio ci piace spesso coinvolgere amici musicisti e artisti che provengono dal mondo del teatro o anche semplicemente personaggi ‘erranti’. Nell’ultimo disco abbiamo lavorato Alex Britti, Roberto Angelini, Pier Cortese, Enriquez della Bandabardò, Piotta e molti altri. Amiamo fare questo mestiere, ci divertiamo sperando sempre di allietare il pubblico”.

 

Antonella Chirico

 

 

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