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'Ndrangheta, Rango e Bruzzese restano al 41 bis

COSENZA Confermato il carcere duro per Maurizio Rango e Franco Bruzzese. Lo ha deciso il Tribunale di sorveglianza di Roma ha confermato il 41 bis per i due presunti esponenti delle ‘ndrine del Cos…

Pubblicato il: 05/05/2015 – 11:50
'Ndrangheta, Rango e Bruzzese restano al 41 bis

COSENZA Confermato il carcere duro per Maurizio Rango e Franco Bruzzese. Lo ha deciso il Tribunale di sorveglianza di Roma ha confermato il 41 bis per i due presunti esponenti delle ‘ndrine del Cosentino. Rango, 38enne, ritenuto capo dell’omonimo clan, si trova ristretto nel carcere di Novara in regime di isolamento. Rango ha ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di Luca Bruni. I mandati di arresto sono stati spiccati anche per Franco Bruzzese e Daniele Lamanna. Tutti accusati di concorso in omicidio e occultamento di cadavere. La vicenda risale al 2012 quando Luca Bruni, figlio del boss “Bella bella” scomparve. Di lui non si seppe più nulla fino allo scorso dicembre quando, grazie alle rivelazioni di alcuni pentiti, in una campagna di Castrolibero è stato trovato il cadavere di Bruni.
Bruni, dopo un periodo di detenzione, era stato carcerato e aveva assunto, secondo gli inquirenti, un ruolo di vertice nel suo gruppo dopo la morte del fratello Michele, che stava tentando di organizzarsi per ampliare il raggio d’azione della su cosca, in contrasto con gli accordi già stabiliti da un “patto” intercorso tra la cosca degli “italiani”, capeggiata da Ettore Lanzino (verso la quale Bruni nutriva un forte risentimento ritenendola responsabile della morte di suo padre Francesco, detto “Bella bella”) e la seconda retta da Franco Bruzzese.
Le indagini, che hanno beneficiato anche del contributo di alcuni collaboratori di giustizia, fra cui Adolfo Foggetti, avrebbero ricostruito le fasi della morte di Luca Bruni, il quale si era presentato a un appuntamento credendo di partecipare a un summit con gli allora latitanti Ettore Lanzino e Franco Presta. Gli assassini uccisero Bruni a colpi d’arma da fuoco e ne nascosero il cadavere fino al recente ritrovamento.

 

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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