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Scura: «L’Asp di Reggio Calabria è una banca»

CATANZARO «L’Asp di Reggio Calabria è una banca». A dichiararlo è Massimo Scura, commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario in Calabria, che intervenendo all’incontro promosso da Confind…

Pubblicato il: 18/05/2015 – 17:57
Scura: «L’Asp di Reggio Calabria è una banca»

CATANZARO «L’Asp di Reggio Calabria è una banca». A dichiararlo è Massimo Scura, commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario in Calabria, che intervenendo all’incontro promosso da Confindustria Catanzaro avente ad oggetto la costruzione del nuovo ospedale del capoluogo, ha approfittato dell’occasione per fornire una panoramica completa della situazione sanitaria nella nostra regione. E partendo proprio dal Sud, ha messo in evidenza come i mancati pagamenti del sistema sanitario ai fornitori e alle imprese che vantano crediti nei confronti dell’Asp reggina, abbiano dato vita ad un singolare quanto redditizio sistema d’investimento.

 

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In sostanza, per ogni anno di ritardo sui pagamenti, l’azienda sanitaria reggina è tenuta a riconoscere un interesse del 6% sul totale ai creditori. Tanto che, secondo Scura, tra i fornitori ci sia addirittura chi non ritiene affatto urgente esigere immediatamente il credito vantato perché nessun altro investimento garantirebbe un rendimento così elevato e così garantito.
Ma se già questa stortura del sistema costa «svariati milioni di euro alla collettività», dice Scura, al danno si aggiunge la beffa. E a fornire i dati è Nicola Durante, già segretario generale della Regione e capo della delegazione per il Piano di rientro sanitario nel 2009, che dalla platea contribuisce all’analisi: «Commissario, non è vero che è il 6% l’interesse riconosciuto, ma è molto di più. Perché a quella percentuale bisogna aggiungere un ulteriore 5% che solitamente i Tribunali amministrativi cui le aziende si rivolgono per ottenere i crediti vantati, riconoscono loro. Inoltre, ci sono le spese legali e le sanzioni pecuniarie accessorie al cui pagamento solitamente l’Asp viene condannata perché non ha rispettato i termini di pagamento».
Insomma, vantare dei crediti verso le Asp calabresi – per le aziende che si possono permettere di non vedersi corrisposti gli importi dovuti alla scadenza dei termini fissati –, potrebbe essere un vero e proprio beneficio in periodo di crisi. Sempre che la task force annunciata da Scura per intervenire sul problema – che prenderà forma nella prossima settimana – non riesca a rimettere in piedi una situazione ai limiti dell’assurdo.

ale. tar.

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