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CLAN A MARANO | Interrogati sindaco e assessore

MARANO MARCHESATO Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Eduardo Vivacqua, sindaco di Marano Marchesato e il suo assessore Domenico Carbone, durante l’interrogatorio di questa mattina…

Pubblicato il: 03/06/2015 – 12:54
CLAN A MARANO | Interrogati sindaco e assessore

MARANO MARCHESATO Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Eduardo Vivacqua, sindaco di Marano Marchesato e il suo assessore Domenico Carbone, durante l’interrogatorio di questa mattina davanti al sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni. Su entrambi pendono le accuse di voto di scambio aggravato dal metodo mafioso poiché, insieme al vicesindaco Giuseppe Belmonte, durante le elezioni amministrative del 2013, avrebbero ottenuto la promessa di procacciamento di voti da parte di esponenti della cosca Rango-Zingari. Questi sono Antonio Intrieri e Domenico Mignolo e i loro sodali Francesco Vivacqua, Alberto Ruffolo e Alberto Novello, indagati anche per estorsione. In cambio dei voti ottenuti, i due politici avrebbero promesso favori quali posti di lavoro – sia presso il Comune sia all’interno del centro commerciale Metropolis di cui Belmonte è direttore – e privilegi amministrativi.
Secondo le indagini, però, le promesse fatte in campagna elettorale non sarebbero state mantenute e la cosca avrebbe reagito secondo i propri metodi. “I voti sono stati dati! Se entro fine mese non escono 5 posti di lavoro al Comune o al Metropolis ogni singolo voto diventerà un colpo di pistola direttamente sulla vostra pelle. Per il Sindaco, Pino Belmonte e Domenico Carbone”. Questo il tono di uno dei messaggi intimidatori inviato agli amministratori da Domenico Mignolo insieme a un proiettile calibro 7,65 e a delle margherite. Gli esponenti della cosca volevano saldare il conto che consisteva in un contratto di lavoro per cinque persone tra le quali Sharon (anche lei indagata), figlia di Antonio Intrieri e moglie di Mignolo. A vergare la lettera di minacce sarebbe stato il marito della stessa Sharon.
A maggio 2014 Mignolo manda Francesco Vivacqua, Alessandro Fiumara, Alberto Ruffolo e Alberto Novello ad appiccare il fuoco alle autovetture Carbone e del sindaco.
Questa mattina è stato eseguito un decreto di perquisizione nelle abitazioni, nei locali e nei veicoli dei nove indagati da parte del Reparto operativo del Nucleo investigativo dei carabinieri di Cosenza al fine di verificare l’esistenza di documenti informatici e cartacei che supportino le tesi accusatorie raccolte dagli inquirenti.
C’è da specificare che Antonio Intrieri, Domenico Mignolo, Francesco Vivacqua e Alberto Ruffolo si trovano attualmente i carcere perché arrestati nel corso dell’operazione Doomsday condotta dalla Dda lo scorso 12 maggio che portò al fermo di 13 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e detenzione e porto illegali di armi.

 

Alessia Truzzolillo

redazione@corrierecal.it

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