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Primarie, il grande dilemma del Pd

LAMEZIA TERME L’appuntamento è fissato per il pomeriggio di oggi a Lamezia Terme. Sarà in quella sede che il Pd lancerà ufficialmente la missione “amministrative 2016”. Archiviata la pausa natalizi…

Pubblicato il: 07/01/2016 – 14:23
Primarie, il grande dilemma del Pd

LAMEZIA TERME L’appuntamento è fissato per il pomeriggio di oggi a Lamezia Terme. Sarà in quella sede che il Pd lancerà ufficialmente la missione “amministrative 2016”. Archiviata la pausa natalizia, lo stato maggiore del Pd calabrese non vuole farsi cogliere impreparato rispetto all’importante test elettorale in programma la prossima primavera. Saranno elezioni comunali ma rappresentano anche un importante banco di prova per misurare il gradimento riscosso dalla giunta regionale guidata da Mario Oliverio.
Tra i destinatari delle convocazioni emanate da Magorno figurano lo stesso governatore e il sottosegretario Marco Minniti. Insomma, il segretario regionale cerca un’ala protettrice (non è la prima volta) considerato che ci si avvia a vivere una fase politicamente molto delicata.
Il nodo da sciogliere, soprattutto per quanto riguarda i due maggiori centri chiamati alle urne, Cosenza e Crotone, è sempre lo stesso: primarie sì o primarie no. Un dilemma che sicuramente non sarà risolto nella prima riunione ma che non potrà essere tenuto in vita per molto tempo considerato il ritardo già accumulato.
È probabile che la discussione si sviluppi attorno alla rotta tracciata da Minniti in occasione del brindisi di fine anno nella sede del Pd: «Dovremo lavorare per costruire aggregazioni ampie, aperte a forze civiche. Quanto ai candidati da individuare, puntiamo a scelte condivise, altrimenti i nostri iscritti decideranno attraverso le primarie».
A Cosenza un potenziale candidato unitario ci sarebbe e risponde al nome del manager televisivo Lucio Presta. Piace a Renzi (e non dispiace ad Adamo), non arriva dal mondo dei partiti e, soprattutto, potrebbe attrarre anche forze politiche non attualmente riconducibili nel recinto degli alleati del Pd. Per saltare le primarie (su cui realmente non puntano in tanti) servirebbe il voto dei tre quinti dell’assemblea degli iscritti al partito nel Comune in cui si vota, circostanza facilmente raggiungibile una volta trovato l’accordo tra i vari capicorrente. Il ragionamento portato avanti dai più in queste ore è il seguente: nessuna chiusura pregiudiziale nei confronti delle primarie, ma vale la pena celebrarle se rischiano di diventare soltanto una lotta fra potentati con conseguenze nefaste sull’unità della coalizione?
Quanto alla necessità di costruire schieramenti ampi, aperti al contributo di movimenti civici, qualche passo in avanti è stato compiuto. L’intesa con il Nuovo centrodestra è pressoché realizzata a Cosenza ma difficilmente gli alfaniani non faranno altrettanto nel resto della Calabria. Contatti sono in corso tra settori del Pd (sempre quelli che fanno riferimento a Nicola Adamo) e Pino Galati, il deputato a cui Verdini ha affidato il compito di strutturare in questa regione il movimento Ala.
Il Pd, tuttavia, rischia di perdere alleati a sinistra. Gli ex Sel non fanno mistero di essere rimasti delusi da Oliverio per il mancato coinvolgimento nella squadra di governo e, anche per questo motivo, non danno per scontato il loro sostegno al centrosinistra in vista delle amministrative. In elezioni dove pure percentuali modeste potrebbero risultare determinanti per la vittoria finale.

Antonio Ricchio
a.ricchio@corrierecal.it

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