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Sul: il porto di Gioia deve andare oltre il transhipment

GIOIA TAURO «L’analisi del presidente di Assologistica Carlo Mearelli che nei giorni scorsi è intervenuto nel vivo del dibattito sulla riforma portuale è stata lapidaria. Secondo Mearelli, in Itali…

Pubblicato il: 13/01/2016 – 15:50
Sul: il porto di Gioia deve andare oltre il transhipment

GIOIA TAURO «L’analisi del presidente di Assologistica Carlo Mearelli che nei giorni scorsi è intervenuto nel vivo del dibattito sulla riforma portuale è stata lapidaria. Secondo Mearelli, in Italia bastano solo quattro porti strategici per i container e per il sud Italia come porto gateway indica il porto di Taranto nonostante lo scalo pugliese sia ormai chiuso, purtroppo, da diversi mesi ed al momento senza progetti concreti per un suo rilancio». È quanto si afferma in una nota del segretario regionale del Sul, Carmelo Cozza. «Si ignorano invece, in maniera assolutamente mirata e deliberata – prosegue Cozza – le enormi potenzialità del porto di Gioia Tauro come porta d’ingresso delle merci per il Sud Italia. Uno scalo perfettamente funzionale allo scopo, tenuto conto che nell’anno 2008 venivano lavorati oltre 200 treni merci ogni mese e anche dell’imminente realizzazione del Gateway Ferroviario che incrementerà enormemente l’offerta commerciale del terminal gioiese in termini di servizi offerti ai clienti. Ma il presidente di Assologistica preferisce ignorare che il porto di Gioia Tauro è ben ancorato alla terra ferma e in grado di interconnettersi in maniera completa (ferro e gomma) al territorio e quindi in grado di fornire un servizio a 360 gradi».
«È dal 1996 – sostiene ancora il segretario regionale del Sul – che il porto di Gioia Tauro viene marginalizzato, cominciando dall’allora ex ministro dei Trasporti Claudio Burlando, e che si ribadisce che Gioia Tauro è e deve rimanere solo un porto di transhipment destinato peraltro a scomparire a causa della concorrenza dei porti nord africani. Questa è la linea di Assologistica e di chi vuole sottrarre a Gioia Tauro ed a tutto il Sud dell’Italia possibilità di sviluppo e crescita. Una logica che non possiamo condividere ed alla quale è necessario opporsi con tutti i mezzi a nostra disposizione iniziando dal ruolo che la Regione e l’Autorità portuale hanno in relazione alla promozione e pubblicità dello scalo. Un ruolo che devono cominciare a far valere nei tavoli che contano per far conoscere agli addetti ai lavori che il porto di Gioia Tauro può andare oltre il transhipment e competere con i maggiori scali europei». 

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