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"Terminator IV", la difesa: «Presta è innocente»

COSENZA «Franco Presta è innocente». Lo ha ribadito più volte il suo avvocato Franco Locco nel corso dell’arringa del processo Terminator IV, il procedimento scaturito dall’operazione che ha cercat…

Pubblicato il: 15/04/2016 – 14:49
"Terminator IV", la difesa: «Presta è innocente»

COSENZA «Franco Presta è innocente». Lo ha ribadito più volte il suo avvocato Franco Locco nel corso dell’arringa del processo Terminator IV, il procedimento scaturito dall’operazione che ha cercato di fare luce sulla guerra di mafia nel Cosentino. In questo processo sono imputati Vincenzo Dedato, Franco Presta e Francesco Amodio. Walter Gianluca Marsico e Mario Gatto sono stati già condannati nell’ambito del procedimento giudiziario scaturito dalla stessa inchiesta.
Il pm della Dda di Catanzaro, nel corso della sua requisitoria, aveva chiesto l’ergastolo per Presta «considerando la gravità dei fatti e il profilo del soggetto» e la condanna a nove anni e sei mesi di carcere per i pentiti Amodio e Dedato, riconoscendo le attenuanti generiche per i collaboratori di giustizia. Al centro delle indagini ci sono gli agguati in cui sono morti, alla fine degli anni Novanta, Enzo Pelazza a Carolei, Antonio Sena a Castrolibero, Antonio Sassone trucidato a Terranova da Sibari e Vittorio Marchio ammazzato a Cosenza.
Questa mattina, prima dell’arringa del difensore di Presta, è toccato all’avvocato Claudia Conidi chiedere l’assoluzione per Francesco Amodio perché – ha spiegato alla Corte d’Assise di Cosenza presieduta dal giudice Giovanni Garofalo – è assolutamente credibile e ha dato un contributo notevole alle indagini pur essendo del tutto estraneo alle accuse contestate. Una richiesta di assoluzione è stata formulata anche dall’avvocato Locco per la posizione di Franco Presta per il quale l’accusa ha chiesto, invece, il carcere a vita. Il suo difensore, nel corso di un’intensa arringa, ha evidenziato le contraddizioni di alcune dichiarazioni dei pentiti sentiti in dibattimento perché si tratterebbe di circostanze poi non confermate.
«Per reati così gravi – ha detto l’avvocato Locco – servono altri riscontri che nel caso di specie non ci sono. E con un quadro di non certezza non si può che chiedere l’assoluzione». Il presidente Garofalo ha aggiornato il processo al prossimo 29 aprile quando – dopo l’ultima arringa dell’avvocato Lucio Esbardo codifensore di Presta – ed eventuali repliche del pm (oggi sostituito dal pubblico ministero Giuseppe Cozzolino) la Corte si riunirà in camera di consiglio e poi pronuncerà la sentenza.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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