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"Terina", Oliverio incontrerà i lavoratori

LAMEZIA TERME Sono stati convocati dal governatore Oliverio per domani, in tarda mattinata, i lavoratori della Fondazione Terina che lunedì mattina hanno protestato davanti ai cancelli e sul tetto …

Pubblicato il: 16/05/2016 – 11:43
"Terina", Oliverio incontrerà i lavoratori

LAMEZIA TERME Sono stati convocati dal governatore Oliverio per domani, in tarda mattinata, i lavoratori della Fondazione Terina che lunedì mattina hanno protestato davanti ai cancelli e sul tetto dell’ente regionale. Lo stato di agitazione – visti i cinque mesi di stipendio arretrato e un tavolo tecnico che tarda ad arrivare –, però persiste e proseguirà se l’incontro non porterà ai risultati che i dipendenti sperano. Tra questi c’è l’applicazione della legge regionale 24 del 2013 che impone il riordino degli enti regionali. Una legge mai applicata che consentirebbe di dislocare parte dei dipendenti presso altri enti regionali e lasciare che Terina resti semplicemente sede del laboratorio agroalimentare, dislocando altrove attività ed enti che la Fondazione ha gestito fino a questo momento. Ma il problema su come e dove dislocare enti, e soprattutto lavoratori, ha finora bloccato l’applicazione della legge.
Questa mattina i lavoratori hanno bloccato i cancelli della Fondazione, altri sono saliti sul tetto. Manifesti di malconento nei confronti del governatore e dell’operato della Regione sono stati affissi all’entrata della struttura: “Oliverio umilia Lamezia”, “Senza stipendi e senza riforma, Regione Calabria vergogna”.
A far visita ai dipendenti si sono presentati Dalila Nesci e Paolo Parentela, del Movimento Cinque Stelle che hanno anche voluto visitare i laboratori della Fondazione. «Il destino dei lavoratori della stessa Fondazione – scrivono in una nota i due deputati M5S – è appeso alla capacità della Regione Calabria di superare le lungaggini che la caratterizzano da sempre. Nello specifico, si tratta di salvaguardare gli investimenti pubblici strutturali per circa 20 milioni di euro e di consentire alla Fondazione di servire con efficacia il settore agricolo regionale». «Soprattutto – sottolineano i due parlamentari – è indispensabile snellire la Fondazione applicando la legge regionale 24/2013, che in altri casi analoghi è stata già applicata». «Dalla visita che abbiamo fatto ai laboratori – concludono Nesci e Parentela – è emerso che i vertici della Fondazione, la Regione, l’Università e gli altri soggetti istituzionali non riescono a parlarsi. Ci auguriamo che il nostro intervento di controllo e di stimolo sia compreso da chi oggi ha la responsabilità del governo della Regione. Oliverio la smetta di dormire».
Ai cancelli di Terina si è presentato anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che ha reso noto il suo disappunto per le promesse non mantenute dal governo regionale, anche in seguito a un consiglio comunale interamente dedicato al problema dell’ente regionale. «Mi appello al Presidente Oliverio affinché si attivi immediatamente per dare attuazione agli artt. 2 e 13 della legge regionale 24/2013 che, visto anche l’articolo 54 dello Statuto della Regione Calabria, consentirebbe di trasferire una parte dei dipendenti della Fondazione in altre aziende controllate dalla Regione. Ciò permetterebbe di salvaguardare i posti di lavoro esistenti e portare in equilibrio economico la Fondazione», scrive il deputato Pd Sebastiano Barbanti, anche lui in visita di supporto ai lavoratori. Si è fatta notare, lo sottolineavano i dipendenti, l’assenza di politici del territorio lametino come il consigliere regionale Tonino Scalzo. «Il territorio lametino è oltraggiato e vilipeso – dice il consigliere comunale di Lamezia Unita, Luigi Muraca, già presidente dell’Asi –, esiste un deliberato del consiglio comunale che la Regione sta ignorando, senza contare il limbo nel quale vive la legge regionale 24 del 2013 che non viene né applicata né riformata o integrata. Inoltre Terina è un ente di sviluppo agroalimentare sul quale Mario Oliverio ha promesso di puntare ma che, ad oggi, è stato semplicemente trascurato. Infine – conclude Muraca – serve un presidente che guidi la Fondazione, un uomo di fiducia nominato dal governatore, non un commissario scelto tra i dirigenti regionali».

ale. tru.

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