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Cosenza, Fresca tre ore in Procura: «Sistema poco trasparente»

COSENZA È stata sentita per quasi tre ore Giulia Fresca, l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Cosenza, come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto Palazzo…

Pubblicato il: 27/05/2016 – 15:23
Cosenza, Fresca tre ore in Procura: «Sistema poco trasparente»

COSENZA È stata sentita per quasi tre ore Giulia Fresca, l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Cosenza, come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta che ha travolto Palazzo dei Bruzi e che riguarda il presunto sistema degli appalti-spezzatino. Sul registro degli indagati sono finiti Carmine Potestio, ex capo di Gabinetto dell’allora sindaco Mario Occhiuto (che ha chiesto di essere interrogato); il dirigente Domenico Cucunato, l’ingegnere Carlo Pecoraro e le ditte Medlabor (nota alle cronache per la vicenda delle famose luminarie) con il responsabile Antonino Scarpelli, gli imprenditori Francesco Amendola e Antonio Amato. I reati contestati sono corruzione e abuso d’ufficio. Al vaglio degli inquirenti delibere e affidamenti di appalti e lavori che riguardano non solo le famose luminarie che portarono Palazzo dei Bruzi sotto i riflettori della cronaca nazionale.
L’ex assessore Fresca è stata ascoltata dal procuratore aggiunto Marisa Manzini, ha tracciato un quadro completo della situazione dal primo giorno del suo incarico (23 maggio 2015) fino fino al 6 febbraio scorso (giorno della sfiducia a Occhiuto), e ha riferito tutto quello che era in sua conoscenza sul sistema di affidamento dei lavori alle presunte “ditte amiche”. Giulia Fresca – come ha anche ribadito più volte sui social – notò sin dà subito che le cose non funzionavano come dovevano e dopo 15 giorni chiese un organigramma (per capire chi faceva cosa) e lo stato dell’arte dei lavori, che non le vennero mai consegnati. Ecco perché spesso si recava sui cantieri, attraverso frequenti sopralluoghi, per capire in realtà come procedessero i lavori. L’ex assessore (oggi candidata a sostegno del candidato sindaco Carlo Guccione) ha riferito una serie di episodi emblematici di «un sistema poco trasparente», come il caso del depuratore di Donnici di cui ha più volte parlato pubblicamente. C’era – a suo dire – qualcosa di strano nell’affidamento dei lavori. Fresca ha riferito al procuratore aggiunto Manzini un quadro completo della situazione dal primo giorno del suo incarico (23 maggio 2015) fino allo scorso 6 febbraio, giorno della sfiducia a Occhiuto.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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