Elezioni Cosenza, ai raggi x le firme sulle deleghe false
COSENZA Il giorno dopo la tornata elettorale che ha riconfermato a pieni voti Mario Occhiuto sindaco di Cosenza, la Procura riaccende i riflettori sul caso delle deleghe presentate con firme false pe…
COSENZA Il giorno dopo la tornata elettorale che ha riconfermato a pieni voti Mario Occhiuto sindaco di Cosenza, la Procura riaccende i riflettori sul caso delle deleghe presentate con firme false per ritirare le tessere elettorali di cittadini, molti di nazionalità rumena. Sotto la lente dei magistrati quelle tessere: si cerca di capire il perché del tentativo di falsificazione.
La Procura (in questo momento guidata dal procuratore aggiunto Marisa Manzini) ha avviato una serie di verifiche dopo il “blitz” dei militari che nel tardo pomeriggio dell’1 giugno e per tutta la mattinata del 2 giugno hanno acquisito una voluminosa documentazione nella sede dell’ufficio elettorale di via Milelli. Al termine del quale una persona, C.P., è stata denunciata. Si tratta di un accertamento avviato dopo la denuncia di un cittadino che si era recato negli uffici di via Milelli per ritirare la tessera elettorale, ma a quel punto gli addetti alla consegna delle tessere gli avrebbero fatto notare che la sua era stata già ritirata su delega. Da ciò – secondo quanto emerso – è stato evidenziato che quella delega come tante altre (oltre venti) sarebbero false, quasi tutte appartenenti a cittadini rumeni.
Intanto, alla vigilia del voto i carabinieri, su delega della Procura, hanno fatto visita anche a diverse segreterie politiche della città per alcuni controlli relativi alle presunte deleghe false.
I CONTROLLI AI SEGGI Nella giornata di domenica, in alcuni seggi della città, agenti della Digos e carabinieri in borghese hanno sottoposto a controlli e accertamenti persone che risultavano negli elenchi delle deleghe con le presunte firme false.
Adesso il procuratore aggiunto Manzini e il sostituto Antonio Bruno Tridico, dopo aver letto l’informativa depositata dai carabinieri, cercheranno di capire il perché quelle tessere appartenenti a elettori di nazionalità rumena sarebbero state falsificate. Quale sarebbe stato lo scopo? Far votare altri al posto loro o “comprare” il voto dei rumeni? Si tratta di ipotesi al vaglio della Procura che potrebbero anche rivelarsi infondate oppure trovare riscontro.
Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it
