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LA SENTENZA

Tentato omicidio di due carabinieri, confermata l’assoluzione per il presunto boss Accorinti

La Corte d’Appello di Catanzaro rigetta il ricorso della Procura. Prescritti i reati di calunnia e resistenza per Accorinti e Timpano

Pubblicato il: 15/09/2026 – 20:33
di Gi. Cu.
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CATANZARO La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato l’assoluzione di Giuseppe Antonio Accorinti, alias “Peppone”, indicato come presunto boss di Zungri, e di Domenico Pantaleone Timpano, di Rombiolo, dall’accusa di tentato omicidio ai danni di due carabinieri. La seconda sezione della Corte ha infatti rigettato l’appello proposto dalla Procura contro la sentenza di primo grado. Accorinti è difeso dall’avvocata Elisabetta Ascone, del Foro di Roma, mentre Timpano è assistito dall’avvocato Francesco Schimio. Nei confronti dei due imputati, già condannati in primo grado a tre anni di reclusione per calunnia e resistenza a pubblico ufficiale, la Corte ha inoltre dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle richieste formulate in primo grado, pari a 18 anni di reclusione per Accorinti e 15 per Timpano, mentre le difese hanno insistito per il rigetto dell’appello, sostenendo che «la sentenza di prime cure ha correttamente escluso l’animus necandi in capo agli imputati».

Le accuse

I fatti risalgono al 4 aprile 2017. Secondo l’accusa, Timpano si trovava alla guida dell’auto sulla quale viaggiava Accorinti quando il mezzo non si fermò all’alt imposto da una pattuglia dei carabinieri, dando il via a un inseguimento lungo le strade dell’altopiano del Poro, nel Vibonese. Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero forzato il posto di blocco, rischiando di investire uno dei militari in servizio al Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tropea. Durante l’inseguimento, durato circa due chilometri, i carabinieri esplosero alcuni colpi di pistola in aria nel tentativo di costringere i fuggitivi a fermarsi. Una volta bloccata l’auto, i due si sarebbero dati alla fuga a piedi nelle campagne circostanti. Accorinti venne fermato dopo l’esplosione di un ulteriore colpo in aria, mentre Timpano fu rintracciato in un secondo momento. La contestazione più grave, quella di tentato omicidio, era però già caduta in primo grado. Ora la Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato quella decisione, rigettando l’impugnazione della Procura. (g.curcio@corrierecal.it)

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