Fcnm paghi i nostri stipendi
Racconto di una storia che si ripete, di uno Stato che prende, ma che non rispetta gli impegni, di un’istituzione che interviene a salvaguardare grandi ideali ma che poi si dimentica dei principi che…
Racconto di una storia che si ripete, di uno Stato che prende, ma che non rispetta gli impegni, di un’istituzione che interviene a salvaguardare grandi ideali ma che poi si dimentica dei principi che regolano il vivere civile, come per esempio la corresponsione dello stipendio a chi ha svolto un lavoro. Sono passati oramai 17 mesi e di cenni per gli ex dipendenti della fondazione calabresi nel mondo nessuna traccia.
La vicenda assai singolare riassuntivamente può essere sintetizzata in poche battute: un’iniziativa lodevole e dalle potenzialità infinite, passata alle cronache per illazioni prive di fondamento e buttata nel dimenticatoio dell’istituzione che l’aveva promossa: la regione Calabria. Senza entrare nel merito di scelte oramai compiute, guardando al presente, restano dei dati di fatto.
Di altre fondazioni è stata disposta la liquidazione, altre ancora continuano ad essere in vita, ma con evidenza differenti sono state e sono le modalità di liquidazione e conseguentemente il trattamento riservato ai dipendenti.
Non erano state queste le promesse, terminati i controlli e audito il commissario, avvocato Mariano Calogero, la commissione di Vigilanza nulla ha trovato da eccepire e ha inviato un resoconto di 1 milione e 200mila euro al governatore, tenuto anche conto del fatto che le risorse in cassa esistono, avendo la Fondazione concluso tre progetti già da tempo retribuiti.
Insomma, che si sia scelto di chiudere la Fondazione è un dato, che la liquidazione non possa durare in eterno dovrebbe essere un portato di civiltà, nel rispetto soprattutto di chi di quell’impiego avrebbe dovuto vivere e che non è stato mai ascoltato né tenuto in considerazione nonostante le competenze e la professionalità acquisita in questi tre anni di lavoro svolto.
La legittimazione dei mancati pagamenti non può essere rinvenuta nei motivi che hanno condotto la Regione a chiudere la Fondazione. Il lavoro svolto merita la sua retribuzione. È un assunto che non va né spiegato né argomentato. Si tratta di rispetto delle regole, di buon senso, e di credibilità.