Cosenza, omicidio Marincolo. A settembre l’udienza in Cassazione
Giovanni Abruzzese e Mario Attanasio erano stati condannati a 30 anni nell’appello bis

ROMA È stata fissata a settembre 2026, l’udienza – in Corte di Cassazione – di Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri) e Mario Attanasio (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giuseppe Bruno) condannati nell’appello bis per l’omicidio di Francesco Marincolo. Per entrambi era stata decisa la condanna a 30 anni di reclusione. La sentenza della Corte di Cassazione – pronunciata il 20 ottobre 2023 – aveva annullato con rinvio per un nuovo giudizio dinanzi un’altra sezione della Corte di Assise di Appello di Catanzaro, limitatamente al capo A. Il delitto venne firmato da Michele Bruni (deceduto) che vendicò la morte del padre ucciso anni prima davanti al carcere.

L’agguato mortale
Le ricostruzioni investigative e le dichiarazioni già rese in passato dai pentiti Adolfo Foggetti e Daniele Lamanna, hanno contribuito a ricostruire ed accertare che ad esplodere i colpi mortali nei confronti di Marincolo, al momento dell’agguato a bordo della propria auto in via Lazio a Cosenza, fu Michele Bruni in sella ad una moto (risultata rubata) e guidata da Carlo Lamanna. L’omicidio Marincolo, pose fine alla sanguinosa guerra di mafia combattuta a Cosenza tra il 1999 ed il 2000, fra i clan Lanzino-Cicero e il gruppo dei Bruni “Bella Bella”. All’agguato mortale, firmato con il sangue, seguì la pax mafiosa stipulata tra i gruppi della mala cosentina: una stretta di mano che favorì l’equa spartizione dei proventi delle attività illecite. (f.benincasa@corrierecal.it)