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«Sul grano si specula, ma il governo non vuole vedere»

LAMEZIA TERME La settimana prossima sarà convocato un tavolo regionale sulla questione del grano. È questa la promessa che i dirigenti della Cia Calabria sono riusciti a strappare al consigliere re…

Pubblicato il: 28/07/2016 – 12:52
«Sul grano si specula, ma il governo non vuole vedere»

LAMEZIA TERME La settimana prossima sarà convocato un tavolo regionale sulla questione del grano. È questa la promessa che i dirigenti della Cia Calabria sono riusciti a strappare al consigliere regionale con delega all’Agricoltura, Mauro D’Acri. L’annuncio è stato dato durante la conferenza stampa indetta dalla Cia, che da Lamezia ha lanciato anche una ferma presa di posizione: se le quotazioni del grano non torneranno a salire, sarà sciopero della semina per il prossimo anno.
Alla base della crisi che sta vivendo il settore cerealicolo su tutto il territorio nazionale due fattori: speculazioni dell’industria e del commercio e importazioni dall’estero, che hanno raggiunto il +10% solo nei primi mesi di quest’anno. Situazione, questa, che viene sintetizzata con un dato preoccupante: ad oggi 100 kg di farina hanno lo stesso prezzo di 8 kg di pane. Infatti, con le importazioni soprattutto nel periodo della trebbiatura, si assiste ad un crollo dei prezzi del frumento made in Italy. Oltre all’ingente danno economico, il grano estero rischia di essere dannoso per la salute delle famiglie perché non sottoposto a quei controllo di qualità così come avviene per i nostri prodotti.
«C’è in atto una speculazione che il governo centrale non vuole vedere – spiega Nicodemo Podella presidente della Cia Calabria -. Basterebbe bloccare queste immissioni anche per una ventina di giorni per poter dare modo ai produttori di procedere allo stoccaggio del grano prodotto e svuotare i silos». Questa è la soluzione temporanea per tutte le aziende con il bilancio in rosso che la confederazione calabrese chiede alla politica in attesa di risposte concrete.
«Dobbiamo ridare il giusto valore al grano perché non possiamo produrre sottocosto un bene primario», le parole invece del direttore regionale Franco Belmonte che vede nello sciopero l’unica soluzione per continuare questa battaglia. «Questa situazione da anni sta compromettendo il reddito degli agricoltori stessi – continua Belmonte -. E senza reddito si rischia di compromettere anche i fondi del Psr per il 2014-2020».
Infine la rassicurazione di D’Acri: «Punteremo alla valorizzazione della qualità del grano e alla sperimentazione della filiera. La Regione ha preso atto del problema e assicureremo la massima vicinanza a tutti produttori».

Adelia Pantano
redazione@corrierecal.it

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