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Traffico di coca tra la Locride e la costa catanzarese

CATANZARO Hanno forzato un posto di blocco a Guardavalle e cercato di sbarazzarsi di un pacchetto di sigarette nel quale i carabinieri hanno trovato 15 grammi di cocaina. Ma la fuga dei due giovani…

Pubblicato il: 01/08/2016 – 16:40
Traffico di coca tra la Locride e la costa catanzarese

CATANZARO Hanno forzato un posto di blocco a Guardavalle e cercato di sbarazzarsi di un pacchetto di sigarette nel quale i carabinieri hanno trovato 15 grammi di cocaina. Ma la fuga dei due giovanissimi reggini, Sebastiano Pelle, 20 anni, e Antonio Alvaro, 19, originari della Locride, non è durata molto prima che i militari li arrestassero per detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente. Nel corso dell’udienza per direttissima davanti al giudice Tiziana Macrì, Sebastiano Pelle si è addossato tutta la responsabilità del possesso della cocaina, affermando che fosse per uso personale. Nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Nessuna misura è stata disposta per Alvaro. Per i due imputati, difesi entrambi dall’avvocato Gregorio Viscomi, l’udienza ordinaria è stata fissata a novembre.
Un piccolo fatto di cronaca, quello avvenuto nel fine settimana soveratese, che potrebbe, però raccontare il “viaggio” della cocaina tra il Reggino e le coste catanzaresi. Il nome di Sebastiano Pelle, per esempio, non è nuovo ai blitz antidroga sulla costa Ionica. Il 18 maggio 2015, nel corso di un controllo sulla statale 106, i carabinieri della stazione di Catanzaro Lido hanno arrestato a Sellia Marina quattro persone, sequestrando 58 grammi di cocaina pura, sotto forma di pietre. La cocaina, questa volta, si trovava nelle tasche dei pantaloni di Antonio Giglio, 40 anni, pregiudicato che viaggiava in auto con Sebastiano Pelle. In un’altra auto si trovavano Santo Mirarchi, 32 anni – oggi collaboratore di giustizia, finito lo scorso 16 aprile nelle rete dell’operazione “Fashion”, del comando provinciale del capoluogo, finalizzata a colpire i responsabili di un giro di estorsioni, nella zona sud di Catanzaro, di cui Mirarchi era considerato il “coordinatore” – e Giuseppe Giampà, incensurato.

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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