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«Il "caso Sitef" esiste, ma solo per l'opposizione di Carlopoli»

Riceviamo e pubblichiamo: Questo comunicato è la risposta a quanto diffuso a mezzo stampa dal gruppo di minoranza “Uniti per Carlopoli e Castagna”, relativamente al “Gal Monti Reventino” oggi diven…

Pubblicato il: 25/08/2016 – 13:04
«Il "caso Sitef" esiste, ma solo per l'opposizione di Carlopoli»

Riceviamo e pubblichiamo:

Questo comunicato è la risposta a quanto diffuso a mezzo stampa dal gruppo di minoranza “Uniti per Carlopoli e Castagna”, relativamente al “Gal Monti Reventino” oggi divenuto “Gal dei Due Mari” ed in particolare sul “caso Sitef”, strumentalmente montato al fine di denigrare quanto di buono è stato fatto sul territorio da un Soggetto, il Gal del Reventino, rinomato per la sua vivacità in termini di partecipazione a tutti i bandi di finanziamento e la capacità di aver attratto fondi per lo sviluppo del territorio, destinati sia al pubblico che ai privati. Il Gal Monti Reventino, inoltre, sempre per il suo dinamismo è stato delegato alla rappresentanza degli altri Gal Calabresi attraverso la presidenza di AssogalCalabria.
Anche il recente accorpamento tra i territori dei due Gal (Reventino e Crocchio), andato a buon fine, che ha comportato l’allargamento da 17 a 42 Comuni con una estensione che va dalla costa tirrenica a quella Ionica, altro non è che la prova dell’eccellente lavoro svolto dagli uffici tecnici, dal CdA e dal presidente Francesco Esposito, la cui leadership è stata riconfermata all’unanimità nell’Assemblea dei soci del 10 agosto scorso, quale riconoscimento per l’impegno profuso ed i risultati raggiunti alla guida del Gruppo di azione locale del Reventino.
Nel nuovo consiglio di amministrazione sono stati riconfermati, in rappresentanza dei Comuni del Reventino, tutti e tre i Sindaci che già ne facevano precedentemente parte, ovvero, Gimigliano, Serrastretta e Carlopoli, segnale chiaro di compattezza tra tutti i Comuni, maturità nella capacità di fare sintesi e di agire in un’ottica di prospettiva per lo sviluppo dell’intera area, scevro da sciocchi e ormai datati campanilismi.
Per quanto attiene la vicenda della società Sitef, che nel mese scorso ha vinto il bando per l’affidamento del “Servizio di Progettazione della Strategia di Sviluppo Locale per il Gal Monti Reventino – programmazione 2014-2020”, si ribadisce quanto già comunicato dal Presidente Esposito, ovvero che la Società ha partecipato a regolare bando di gara e che l’Avviso Pubblico è stato appositamente voluto proprio per garantire la massima trasparenza anche nell’affidamento di un incarico, come quello in questione, che essendo praticamente “sotto soglia” non avrebbe richiesto la procedura di gara, bensì un normale affidamento diretto.
E’ dunque chiaro ed evidente che nonostante non vi fosse alcun obbligo, da parte del C.d.A. del GAL ci sia stato un eccesso di zelo nel ricorrere ad una procedura così trasparente. Stessa cosa dicasi per i rapporti di parentela fra i membri della compagine sociale della Sitef srl e l’ex direttore del Gal del Reventino Vincenzo Cerminara (tra l’altro dimessosi dal suo incarico di direttore già nel mese di dicembre del 2015), nel caso specifico, poiché si è trattato di affidamento di servizi attraverso procedura pubblica (approvata dal consiglio di amministrazione, ovvero dall’organo decisionale della società) e non di conferimento di incarico dirigenziale, non si configura alcuna incompatibilità.
Altra vicenda sollevata dalla minoranza riguarda il rapporto di collaborazione tra la Sitef ed il Comune di Carlopoli, in merito al quale, dati alla mano, è possibile affermare che la Sitef ha saputo conquistarsi sul campo la fiducia per la grande professionalità e competenza che dimostra nell’ambito della consulenza e della progettazione.
Ad oggi sono 3 i progetti redatti da Sitef in corso di realizzazione, di cui due finanziati con fondi ministeriali ed uno dalla Regione Calabria nell’ambito del precedente Psr. Di questi, i primi due sono destinati ad un soggetto locale privato capofila di un partenariato che vede, fra gli altri, la partecipazione del Comune di Tiriolo e del Comune di Carlopoli per un importo totale di 444.000 euro, destinati ai giovani e finalizzato alla valorizzazione turistica del territorio nonché al recupero di antiche maestranze ormai quasi estinte fra cui la sartoria ecc. Il terzo progetto, dell’importo complessivo di 404.000 euro, prevede il recupero di quasi tutti gli antichi fontanili di Carlopoli dislocati lungo un percorso rurale di grande impatto storico e turistico senza tralasciare la valorizzazione dell’Abbazia di Corazzo attraverso un apposito itinerario turistico ed attività di promozione della stessa, si precisa, peraltro, che tale progetto è suddiviso in due interventi e l’incarico di progettazione fu conferito nel 2009 tramite apposita delibera di giunta comunale, la Sitef fu incaricata della progettazione delle attività di promozione e comunicazione mentre uno Studio tecnico di Carlopoli si è occupato della progettazione degli interventi strutturali.
Alla luce dei fatti, dunque, non vi è alcun nesso tra le attività svolte dalla Sitef per il Comune di Carlopoli rispetto a quanto fatto per il Gal, se non quello della professionalità, elemento che sicuramente non guasta visti i risultati fin qui illustrati.
Allora la domanda nasce spontanea, è proprio il caso di dirlo, perché tanto accanimento della minoranza nei confronti della Sitef e del buon lavoro svolto relativamente al Comune di Carlopoli? La risposta ancora non è dato saperla, ma evidentemente far bene e consentire ad un’amministrazione uscente (poi riconfermata) di conseguire positivi risultati potrebbe quasi assumere una connotazione negativa agli occhi di un’opposizione disfattista e denigratoria, atteggiamento che sicuramente non ripaga né in termini di immagine per l’ente comunale, né tanto meno a livello di consenso politico fra la cittadinanza.
Ma non è la prima volta che la minoranza getta scredito sulla Sitef, infatti non più di qualche mese fa indagava sull’esistenza della sede della stessa che, per mero errore di trascrizione notarile, risultava ubicata presso un civico inutilizzato, anziché presso uno studio tecnico del posto, suscitando sospetti ed adombrando chissà quale celato imbroglio mediante esternazioni pubblicamente scritte. Tale “errore” fu corretto il 30 dicembre del 2015 (come da atto notarile acquisito agli atti) e non il 12/01/2016 come sostenuto dalla minoranza che paventava un nesso “poco casuale” tra tale data e la nomina del sindaco Mario Talarico a consigliere del Cda.
Evidentemente il pallino della minoranza, e in particolare della capogruppo Emanuela Talarico, va oltre la questione politica/amministrativa inducendo al dubbio che “l’antipatia” nei confronti della Sitef possa avere altra motivazione, magari di tipo personale, allora dall’approfondimento di tale quesito è scaturito un nesso, “poco casuale”, tra l’attuale compagine sociale della Sitef e proprio la stessa consigliera Emanuela Talarico che, più volte, ha posto quesiti e formulato interrogazioni in merito alla sede, le attività svolte e i componenti della Sitef.
Probabilmente la conoscenza tra la Talarico e la Sitef, è alquanto datata, forse troppo, addirittura così tanto da non ricordare di esserne stata essa stessa socia (con la Sitef) per la costituzione di una società “locale” nel 2008 con sede nella “rinomata” Zona industriale di Carlopoli? Forse il motivo di tanto astio è un rapporto arrugginito al punto tale da lasciare l’amaro in bocca e tanta voglia di gettare fango sui suoi ex soci?
Pertanto, prima ancora di chiedere le dimissioni dell’assessore Maria Antonietta Sacco, che lavora presso il Gal Monti Reventino (dopo aver superato una selezione prevista da un Bando Pubblico e non per meriti politici per come si vuol far credere) e del sindaco Talarico, che ricopre a titolo puramente gratuito la carica di consigliere di amministrazione all’interno dello stesso, voglia la consigliera Emanuela Talarico chiarire il legame, presente e/o passato, fra lei e il Cerminara (legale rappresentante della Sitef).
A proposito di conflitto di interessi, poi, si rammenta che, proprio in merito alla consigliera comunale Emanuela Talarico, ha già ampiamente raccontato Paolo Pollichieni (attualmente direttore responsabile del Corriere della Calabria) a pagina 112 del libro
“Casta Calabra. La politica, sempre meglio che lavorare…”, dunque, egli scrive, in merito alle questioni del consorzio di bonifica e della diga sul fiume Melito: «A maggio 2010, quando i sindacati già parlano di cantiere “fantasma”, scattano le assunzioni a tempo indeterminato per ……, Emanuela Talarico (figlia del direttore del consorzio, Flavio Talarico)…».
Alla luce di questi elementi ed avendo esplicitato i rapporti fra il Comune di Carlopoli e la Sitef, alla quale il primo incarico fu affidato nel 2009, quindi ben tre legislature fa, si chiede alla consigliera di minoranza Emanuela Talarico di fare altrettanta chiarezza per le situazioni anomale che la vedono protagonista, in primis quella che riguarda la sua posizione lavorativa: che tipo di professione svolge? e dove lavora? Nessuno può saperlo, poiché dal suo curriculum personale depositato agli atti, e consultabile sul sito del Comune, non si evince nulla, anzi, è stata volutamente omessa ogni informazione in merito, adducendo a motivi di privacy, che certamente però non hanno nulla a che fare con la trasparenza amministrativa di cui essa stessa si fa paladina.
A conclusione di questa nota, si “sfida” il gruppo di minoranza, guidato dalla consigliera Emanuela Talarico, a smentire, con documenti alla mano, quanto sopra riportato (e ampiamente dimostrabile con atti acquisiti), con la condizione imprescindibile che, qualora le affermazioni contenute in questa nota non risultino vere, sindaco e assessore potrebbero prendere in considerazione l’allegorica richiesta di dimissioni rivoltagli, ma nell’ipotesi in cui questo non accada, gli stessi saranno autorizzati a chiedere immediatamente e pubblicamente le dimissioni di tutti i consiglieri di minoranza.
Tale richiesta è motivata dal fatto che, il gruppo di minoranza, in poco più di un anno dalla sua mancata vittoria elettorale, non ha mai perso occasione per danneggiare gratuitamente la buona immagine, politica e amministrativa, dell’Ente e soprattutto perché, se esiste un “caso Sitef” per il Comune di Carlopoli, allora in una logica di coerenza e onestà intellettuale, la prima a trarne le dovute conclusioni e comportarsi di conseguenza dovrà essere proprio la consigliera comunale Emanuela Talarico (nonché i componenti del gruppo consiliare che essa rappresenta) in quanto già socia proprio con la Sitef.
Con trepidazione si rimane in attesa di ottenere tutti i chiarimenti sopracitati, non solo per motivi etici, ma soprattutto per responsabilità istituzionale verso i cittadini di Carlopoli.

* sindaco di Carlopoli

** assessore di Carlopoli

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