Sparò al prof che aveva una relazione con la figlia, condanna ridotta
Ha ottenuto uno sconto di pena rispetto alla condanna di primo grado la signora Caterina Cananzi, 52 anni, accusata di tentato omicidio premeditato aggravato dai futili motivi, per avere esploso, il…

Ha ottenuto uno sconto di pena rispetto alla condanna di primo grado la signora Caterina Cananzi, 52 anni, accusata di tentato omicidio premeditato aggravato dai futili motivi, per avere esploso, il 22 novembre del 2014, diversi colpi di pistola 7,65 nei confronti di Salvatore Domenico Lombardo, 49 anni, docente di violino che aveva una relazione sentimentale con la figlia, all’epoca 23enne, della Cananzi. La condanna per l’imputata passa dai cinque anni comminati in primo grado, con rito abbreviato, a quattro anni e la revoca della interdizione dai pubblici uffici. «È stato un reato d’impatto, istintivo e irrazionale», ha detto nel corso della sua discussione l’avvocato della difesa, Maria Teresa Caccamo, cercando di sottolineare l’insussistenza dei futili motivi alla base del gesto della donna che l’avvocato ha definito «una madre in stato confusionale che credeva la figlia plagiata dal maestro di musica». Il 22 novembre 2014, la Cananzi partì da Rizziconi verso il conservatorio di Vibo Valentia dove studiava la figlia. Qui ebbe un’accesa discussione con Lombardo, divorziato e insegnante nel liceo musicale di Vibo, che si trovava al conservatorio per studiare insieme alla fidanzata. Al culmine del litigio la donna sparò nei confronti del docente che rimase ferito in varie parti del corpo tra cui, bocca, torace e arti superiori, tanto da dover essere trasferito in elisoccorso in Sicilia. «La signora non poteva sapere, quando partì da Rizziconi, che Lombardo potesse essere all’interno del conservatorio», ha sottolineato, tra le altre cose, la difesa ponendo in evidenza il pentimento per quel gesto: «Caterina Cananzi, arrestata, confessò subito, non si allontanò, risarcì immediatamente il danno, non rivolse istanza di scarcerazione». Bisognerà, ora, aspettare le motivazioni della sentenza per capire se i giudici, nell’ammorbidire la condanna, hanno escluso i futili motivi o la premeditazione dal gesto della donna. La Cananzi, dopo quella sparatoria, ha perso ogni rapporto con la propria figlia e quello che oggi desidera di più, ha detto il suo legale, è poter riallacciare un contatto con la ragazza.
ale. tru.