L’Università Mediterranea accelera: +35% di immatricolati e conti in ordine. Zimbalatti: «Sempre più al servizio del territorio»
Numeri in crescita, solidità finanziaria e un campus in trasformazione segnano la nuova fase dell’ateneo. In arrivo la riqualificazione del complesso dei Monfortani

REGGIO CALABRIA Cultura, identità, futuro. Non è solo uno slogan sui banner che accolgono i nuovi studenti: è la traiettoria che l’Università Mediterranea di Reggio Calabria sembra aver imboccato con convinzione. Ventotto corsi di laurea, un bilancio in attivo di sei milioni di euro, immatricolati cresciuti del 35% in due anni e un campus finalmente in dirittura d’arrivo. L’ateneo si presenta al nuovo anno accademico 2026-27 con il passo di chi ha smesso di inseguire e ha cominciato a costruire: più ampia nell’offerta, più solida nei conti, più ambiziosa nei progetti. La novità che apre la stagione – il corso in biotecnologie – è il simbolo di un’università che guarda al futuro senza perdere di vista il territorio.
Il rettore Giuseppe Zimbalatti, davanti alla numerosa platea dell’aula magna “Quistelli”, insieme al prorettore vicario Massimo Lauria, alla prorettrice delegata alla Didattica e all’Orientamento Rossella Marzullo, al prorettore delegato alla Didattica Antonino Vitetta, al prorettore delegato per il Diritto allo Studio Antonio Taccone, al direttore generale Pietro Foti e al presidente del Consiglio degli studenti Andrea Fuda, ha illustrato i risultati: «È una giornata importante perché abbiamo presentato la nostra offerta formativa che ci consente di raggiungere i 28 corsi di laurea attivati con biotecnologie, che sarà la novità dell’anno accademico 26-27, a consolidare la precedente offerta formativa in questi ultimi anni. Si è molto arricchita: ricordo ingegneria meccanica, ingegneria biometrica, scienze motorie, design magistrale, scienze dell’educazione magistrale. Insomma, un’università che si muove e che vuole sempre più coprire le esigenze formative del territorio».

I numeri premiano la strategia: gli immatricolati sono cresciuti di oltre il 15% nell’ultimo anno e di oltre il 35% nel biennio. «Fortunatamente abbiamo dei numeri confortanti», ha osservato Zimbalatti, «segno che la cittadinanza, la popolazione di questo territorio accoglie bene le nostre iniziative. Il nostro auspicio è proprio questo, di essere sempre più all’altezza del compito istituzionale che ci viene affidato dallo Stato».
Sul fronte finanziario, l’ateneo chiude l’anno con un utile di circa sei milioni di euro. «È un’università estremamente sana dal punto di vista del bilancio», ha sottolineato il rettore. «Questo dà tranquillità, dà un segnale di solidità: sappiamo bene che nei nostri territori la cosa più importante è garantire non solo la qualità ma anche la continuità nel tempo».
Sul fronte infrastrutturale, il progetto esecutivo del campus – che prevede il recupero del complesso dei Monfortani – è in fase avanzata: «Ci auguriamo di poter presentare il progetto esecutivo a breve. Nelle prossime settimane inaugureremo la nuova viabilità della Mediterranea che mette in collegamento in maniera razionale, e credo di poter dire esteticamente accettabile, tutte le nostre strutture con la città».
Uno sguardo anche agli immobili già appartenuti all’ex Ardis sul torrente Annunziata e diventati degli ecomostri: «Finalmente si può pensare liberamente al destino da dare a quell’area che è oggettivamente nel cuore della città e che è veramente imbarazzante per come si presenta», ha detto Zimbalatti. «L’università, insieme alle istituzioni del territorio e soprattutto il Comune di Reggio Calabria, potrà pensare serenamente, ma in tempi brevi, cosa realizzare che sia di utilità per i nostri studenti, la comunità accademica e i cittadini di quel popoloso quartiere, che credo non vedano l’ora di vedere qualcosa di bello e utile piuttosto che quattro strutture fatiscenti». (redazione@corrierecal.it)
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