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Minacce dalla Cittadella, scoperta l’identità dell’autore

CATANZARO Uno dei misteri della Cittadella regionale potrebbe presto essere chiarito. È servito tempo – e un paziente lavoro da parte delle forze dell’ordine – ma la mano che ha minacciato di morte…

Pubblicato il: 06/01/2017 – 8:45
Minacce dalla Cittadella, scoperta l’identità dell’autore

CATANZARO Uno dei misteri della Cittadella regionale potrebbe presto essere chiarito. È servito tempo – e un paziente lavoro da parte delle forze dell’ordine – ma la mano che ha minacciato di morte l’ex capostruttura del dipartimento Lavoro Giuseppe Mancini non è più anonima. Ha, da qualche giorno, nome e cognome. Corrispondono a quelli di un imprenditore reggino, alla cui identità la Procura di Catanzaro è giunta incrociando i dati ottenuti dalle ripetute (nelle ultime settimane) visite nelle stanze della burocrazia regionale. Di più, per il momento, è impossibile sapere. Ma basta questo per colorare di sconcerto una vicenda iniziata nello scorso mese di luglio con una serie di telefonate arrivata prima sull’utenza cellulare e poi nell’abitazione del manager. Una di queste – quella che ha spinto il burocrate a denunciare tutto ai carabinieri – dal contenuto molto esplicito: «O tuo marito mi paga o morite». Poche parole sufficienti a far partire i primi riscontri, che sono finiti proprio nelle stanze della Cittadella di Germaneto. Quella chiamata sarebbe partita proprio da lì. E, stando alle successive risultanze, sarebbe farina del sacco di un esterno all’amministrazione, evidentemente capace di muoversi a proprio piacimento nei locali in cui si svolge l’attività amministrativa della Regione.
È un elemento che gli inquirenti conoscevano già prima dell’intrusione di giovedì negli uffici di Mancini, e che ovviamente incroceranno con gli altri elementi emersi dopo il sequestro della stanza e con quelli che emergeranno dall’analisi dei filmati delle videocamere. Tutti tasselli di un’escalation partita in estate, all’epoca in cui Mancini gestiva un bando finanziato con fondi europei. Il dirigente si occupava infatti di “Iniziativa occupazione giovani”, il programma di politiche attive nei confronti di giovani tra i 18 e i 29 anni, delle aziende e delle agenzie accreditate (quelle in cui si svolgono i tirocini) e anche dei pagamenti. Nel corso delle prime chiamate anonime, al dirigente venne intimato di pagare i tirocini, pena ritorsioni contro la propria autovettura. È a luglio, però, che si alzò l’asticella dell’intimidazione. L’ombra anonima prese di mira la casa di Mancini, minacciò di morte lui e i suoi familiari. Quell’ombra, adesso, non è più anonima.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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