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Bersani accarezza l'anima del Rendano

  COSENZA Se si potesse individuare la parola chiave della serata che ha visto Samuele Bersani esibirsi durante la tappa cosentina del suo tour, il 7 marzo al Teatro Rendano, questa sarebbe se…

Pubblicato il: 08/03/2017 – 20:06
Bersani accarezza l'anima del Rendano

 

COSENZA Se si potesse individuare la parola chiave della serata che ha visto Samuele Bersani esibirsi durante la tappa cosentina del suo tour, il 7 marzo al Teatro Rendano, questa sarebbe senza alcun dubbio una ed una soltanto: “calore”. Lo dice chiaramente il cantautore romagnolo quando, nell’esprimere ammirazione verso le perfette architetture neoclassiche circostanti, ammette che «un bel teatro non sarebbe nulla senza il calore umano». Quel calore che i suoi fan calabresi più affezionati gli hanno ampiamente dispensato, dimostrandogli che nulla è cambiato nonostante l’assenza dalle scene musicali, protrattasi per oltre un anno e mezzo per problemi di salute.
Bersani parte proprio dal punto in cui tutto è cominciato: non a caso Il mostro, brano d’esordio della carriera dell’artista, – col quale nel 1991, appena ventunenne, conquistò il maestro Lucio Dalla che da allora in poi decise di portarlo con sé in tournée – è anche il pezzo che apre la scaletta della serata, il mostro che «spunta da un mondo lontano» e che «ha paura», che è in ognuno di noi quando temiamo di mostrare la nostra diversità agli occhi degli altri. Ed ecco che il pubblico è immediatamente a proprio agio e pronto a canticchiare sulle note di Le mie parole, Lo scrutatore non votante, Il pescatore di asterischi, fino a giungere alla dolcissima, autobiografica, storia d’amore raccontata in En e Xanax, tratta dal fortunato lavoro del 2013 “Nuvola numero nove”. Il secondo tempo è ancora più intenso del primo, inaugurato dalla traccia che dà il nome all’ultimo disco nonché al tour, La fortuna che abbiamo, risultata a sorpresa tra le preferite dal pubblico in un sondaggio virtuale condotto dallo stesso Bersani attraverso i social network. Ma è con Canzone che le mani cominciano a segnare il tempo, è questa la vera carezza all’anima, quella che arriva più in profondità, con la quale egli rende l’immancabile omaggio alla memoria di Dalla che – afferma – «ha lasciato un grande vuoto e tuttavia è sempre in mezzo a noi».
Da “L’oroscopo speciale” del 2000, ancora Replay e Chiedimi se sono felice, colonna sonora dell’omonimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, seguito da un medley dei maggiori successi: Freak, Chicco e spillo, Che vita!, Coccodrilli, Cattiva. Sul finale, videocamere di cellulari e smartphone sono inevitabilmente pronte a riprendere le versioni live di Spaccacuore e Giudizi universali, due canzoni emblematiche degli oltre vent’anni di musica dell’artista e per le quali è maggiormente conosciuto e apprezzato. Un ritorno in grande stile per Samuele Bersani, all’insegna dell’ironia e dell’umiltà che da sempre lo contraddistinguono, in una terra, la Calabria, da lui stesso definita «meravigliosa», a cui (e il lungo e caldo applauso finale lo conferma) era senz’altro mancato.

Chiara Fazio
redazione@corrierecal.it

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