Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 23:26
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

Ferro: «La corruzione uccide la democrazia»

SPEZZANO PICCOLO La crisi della democrazia, il futuro del paese, la libertà di voto in Calabria. Temi gravi e attualissimi che hanno appassionato un folto gruppo di giovani a Spezzano Piccolo, nella…

Pubblicato il: 04/04/2017 – 18:52
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Ferro: «La corruzione uccide la democrazia»

SPEZZANO PICCOLO La crisi della democrazia, il futuro del paese, la libertà di voto in Calabria. Temi gravi e attualissimi che hanno appassionato un folto gruppo di giovani a Spezzano Piccolo, nella suggestiva casa-museo dove visse il ministro Fausto Gullo, autore nel dopoguerra della riforma agraria.
A confrontarsi sono state tre personalità molto diverse per storia e appartenenza: Franco Laratta del Pd, Wanda Ferro di Forza Italia, Enrico Caterini docente Unical.
Timori, rischi e preoccupazioni per le condizioni della democrazia, per la fine dei partiti, per l’estrema debolezza della politica. I tre relatori hanno tracciato un approfondito bilancio di una crisi che è iniziata oltre 20 anni fa e che ora ha raggiunto il culmine.
L’appello di Laratta è alla partecipazione: «La democrazia si salva con la partecipazione. C’è bisogno di una profonda revisione del sistema politico e democratico, c’è bisogno di riforme profonde per fermare estremismi e populismi. E poi c’è da trovare metodi veramente democratici di selezione della classe dirigente. Oggi del tutto inadeguata. La democrazia muore laddove non c’è giustizia, libertà e uguaglianza».
Per Wanda Ferro «la democrazia dei partiti non ha saputo liberare la gente dal bisogno. Dobbiamo liberare la gente dalle catene perché possa scegliere liberamente. La politica ha fallito nel momento in cui la maggioranza dei cittadini non va più a votare. Ma il grande male che sta distruggendo la democrazia è la corruzione. Ai calabresi abbiamo tolto anche la speranza».
Poi l’appello finale del prof Caterini: «Occorre stare in prima linea se vogliamo salvare la democrazia».

Argomenti
Categorie collegate

x

x