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Rende, la nuova giunta Manna lascia fuori Ap

RENDE Il sindaco di Rende Marcello Manna ufficializza la nuova giunta. Sono stati nominati: Marina Pasqua assessore con deleghe a Pari opportunità, Politiche di inclusione, Decentramento, Protezion…

Pubblicato il: 13/07/2017 – 16:32
Rende, la nuova giunta Manna lascia fuori Ap

RENDE Il sindaco di Rende Marcello Manna ufficializza la nuova giunta. Sono stati nominati: Marina Pasqua assessore con deleghe a Pari opportunità, Politiche di inclusione, Decentramento, Protezione civile; Pierpaolo Iantorno assessore con deleghe al Bilancio, Personale, Tributi, Patrimonio; Pino Munno assessore con deleghe ai Lavori pubblici, Manutenzione, Rapporti con Rende Servizi srl e Benessere animali; Domenico Ziccarelli assessore con deleghe Ambiente, Attività produttive, Associazionismo, Centro storico, Commercio, Polizia municipale, Turismo; Pasquale Costabile assessore con deleghe Urbanistica, Piano strutturale comunale, Edilizia privata, Arredo e Decoro urbano, Sviluppo aree industriali; Annamaria Artese assessore alle Politiche sociali, Politiche giovanili e Pubblica istruzione; Marta Petrusewicz assessora con deleghe Cultura, Ricerca ed Università.

ALTERNATIVA POPOLARE: GIUNTA “CASERECCIA” «Ci pare di capire, dopo l’incontro avuto nella tarda serata di ieri, con il sindaco Manna, che allo stato delle cose regna ancora molta confusione». È quanto si legge in una nota del coordinamento cittadino di Alternativa popolare di rende che, rappresentata da Enrico Monaco, Mario Bartucci, Mario Bruno, Mario Rausa, Annarita Pulicani e Serena Russo, ha proposto al sindaco tre cose. «La prima – spiegano nel comunicato – è la riconferma del quadro politico uscito vittorioso alle elezioni del 2014. Secondo di recuperare un rapporto con la città che si è completamente smarrito, proponendo sul territorio una bonifica significativa dei problemi annosi e gravissimi ancora aperti sul piano ambientale (Legnochimica, Sant’Agostino, opere primarie, gestione delle risorse in modo trasparente, Piano Regolatore, Parco acquatico). Per terzo, ha proposto, inoltre, e se non ci sono le condizioni per questo, qualcuno comunque ci dovrà spiegare il perché, una giunta istituzionale “del sindaco” di altissimo livello. Una giunta istituzionale nella quale, secondo le stesse parole che il sindaco ha riportato nei giorni scorsi e nell’ultima conferenza stampa, non dovrebbe concorrere nessun partito eletto nelle competizioni elettorali. Di fronte a questo il sindaco Manna ha deciso di prendersi una pausa di riflessione e che valuterà nei prossimi giorni». 
«Noi vogliamo significare, oggi, all’opinione pubblica che Alternativa popolare non viene meno al suo mandato elettorale e, soprattutto, non chiede le dimissioni del sindaco Manna che – proseguono nella nota – potrebbero, però, scaturire da una grave carenza di maggioranza costituita per sostenere questa ipotesi di giunta che a quanto pare si ammanta di civismo, ma di fatto è composta da partiti, nonché rappresentata da nomi, che si leggono ultimamente sui giornali, di persone amiche del sindaco. Sembra, dunque, più una giunta “casereccia” e familiare che non istituzionale e senza nessuna dignità politica. Pertanto, il sindaco ha preso una pausa di riflessione che noi rispetteremo con serenità. Noi non chiediamo le dimissione al sindaco ma lo stesso potrebbe incorrere nell’errore di non avere praticamente i numeri che possano sostenere un’ipotesi del genere». 
«Quindi – concludono gli esponenti Ap -, noi lo avvisiamo primo del tempo, non ci si venga a dire che per non avere i numeri il sindaco Manna lascia, perché lasciare la città oggi sarebbe un atto di viltà che noi non condividiamo, perché ci sono emergenze ambientali e di gestioni amministrativa che non possono più attendere. Noi abbiamo dato disponibilità sia a continuare con questa maggioranza sia alla giunta istituzionale che pensavamo potesse volare alto, che soprattutto guardasse ai problemi della città, e dobbiamo registrare, invece, che gli ultimi avvenimenti non vanno in questa direzione, non certo per nostra volontà e né per la volontà del corpo elettorale che ci ha dato fiducia».

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