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Picchiò un medico per il vaccino, l'arrestato respinge le accuse

BELVEDERE MARITTIMO Si è difeso davanti al gip l’uomo che ha aggredito un medico di Diamante, nel Cosentino, perché lo ritiene responsabile della patologia di cui è affetto suo figlio. Lunedì matti…

Pubblicato il: 03/08/2017 – 8:56
Picchiò un medico per il vaccino, l'arrestato respinge le accuse

BELVEDERE MARITTIMO Si è difeso davanti al gip l’uomo che ha aggredito un medico di Diamante, nel Cosentino, perché lo ritiene responsabile della patologia di cui è affetto suo figlio. Lunedì mattina, i carabinieri della compagnia di Scalea – guidati dal capitano Andrea Pinto – e della stazione di Belvedere hanno dato esecuzione a un’ordinanza di arresti domiciliari emessa, su richiesta della Procura di Paola, a carico dell’uomo, un impiegato 40enne, F. A. M. di Tortora, per minacce e lesioni personali ai danni di un dirigente medico addetto al punto vaccinale di Diamante.
Secondo le indagini l’arrestato – per il quale la patologia da cui è affetto il bambino sarebbe stata causata dalla somministrazione di un vaccino – lo scorso giugno ha aspettato il medico nei pressi della sua abitazione e, dopo averlo minacciato, lo ha picchiato procurandogli lesioni guaribili in 20 giorni. Le indagini dei militari della stazione di Belvedere Marittimo hanno permesso di ricostruire i fatti e di raccogliere tutti elementi sufficienti per l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare a carico dell’indagato che è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il medico, Raffaele D’Amante, di 63 anni, è in servizio all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, responsabile del settore vaccini di Belvedere e Diamante.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il padre del bambino, impiegato amministrativo al carcere di Paola, in precedenza avrebbe aggredito ma solo verbalmente il medico senza mai arrivare ad aggressioni fisiche. Quel giorno, invece, avrebbe anche messo le mani intorno al collo del medico come per strangolarlo ma è stato bloccato da alcuni passanti. Le liti proseguivano da oltre un anno: il padre esasperato dalle condizioni di salute del piccolo accusava il medico di aver causato lui quei disturbi attraverso la somministrazione di un vaccino. Accuse che però si erano manifestate solo con litigi verbali.
Davanti al gip di Paola l’uomo – che si è mostrato sempre più preoccupato per la salute del figlio – si è difeso strenuamente respingendo ogni accusa e ribadendo di aver agito in modo corretto. I suoi avvocati – i legali Michele Rizzo del foro di Paola, Vania Serena Oliverio del foro di Roma e Tiziana Vigni del foro di Siena – hanno chiesto al giudice la revoca degli arresti domiciliari.

Mirella Molinaro
m.molinaro@corrierecal.it

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