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Robin Hood | La Cassazione: non ci fu estorsione nei confronti del dirigente

CATANZARO La sesta sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento del tribunale del Riesame riguardo uno dei più spinosi episodi riportati nel procedimento “Robin Hood”,…

Pubblicato il: 23/02/2018 – 19:22
Robin Hood | La Cassazione: non ci fu estorsione nei confronti del dirigente

CATANZARO La sesta sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento del tribunale del Riesame riguardo uno dei più spinosi episodi riportati nel procedimento “Robin Hood”, istruito dalla Procura di Catanzaro contro la presunta distrazione di fondi pubblici da destinare al Credito sociale, quindi alle famiglie più bisognose. Tra gli imputati vi è l’ex assessore al Lavoro, Nazzareno Salerno, oggi consigliere regionale (reintegrato sulla sua poltrona dopo la revoca degli arresti domiciliari).
Secondo l’accusa Nazzareno Salerno, in concorso con Vincenzo Spasari e Gianfranco Ferrante, «mediante minaccia evocata con la stessa presenza di soggetti totalmente estranei ai contesti di pubblica amministrazione, contigui alla criminalità organizzata locale (Spasari alla famiglia Mancuso, Ferrante e lo stesso Salerno sia da essa che a Damiano Vallelunga ed ai suoi familiari e sodali), all’interno di un vivaio costringevano Bruno Calvetta (direttore generale del dipartimento Lavoro, ndr) ad affidare la responsabilità del progetto credito Credito sociale a Vincenzo Caserta (dirigente vicino a Salerno e suo uomo di fiducia)…». Appuntamento nel vivaio per costringere Calvetta, che nel processo è parte civile, a nominare un uomo di fiducia di Salerno per permettere all’ex assessore di ottenere «provvedimenti conformi alla sua volontà».
Il gip distrettuale aveva contestato per tale episodio l’estorsione aggravata configurando il reato di minaccia aggravata. A questa decisione la Procura si era appellata al Tribunale del Riesame.
Secondo i giudici del Riesame, che abbracciavano le tesi della Procura, l’episodio è da configurarsi con una estorsione aggravata dal metodo mafioso. Contro la decisione del Tdl hanno fatto ricorso in Cassazione le difese di Salerno, gli avvocati Vincenzo Gennaro e Domenico Naccari, di Vincenzo Spasari, gli avvocati Giancarlo Pittelli e Angelo Spasari, e di Gianfranco Ferrante, i legali Francesco Sabatino e Anselmo Torchia.
La Suprema Corte si è espressa sull’episodio annullando senza rinvio la decisione del Riesame che accoglieva l’appello della magistratura, per quanto riguarda le condotte di Salerno, Spasari e Ferrante all’interno del vivaio Santa croce. Si attendono ora le motivazioni della Cassazione riguardo a questo pesante capo di imputazione. 

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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