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Il Codacons punta i riflettori sul «percorso a ostacoli» della 106

Deviazioni, gallerie buie e rattoppi sulla variante che da Simeri Crichi conduce fino a Copanello. Di Lieto: «Inaccettabile che ponti e viadotti nuovi di zecca siano crollati con una frequenza tale…

Pubblicato il: 29/04/2018 – 9:33
Il Codacons punta i riflettori sul «percorso a ostacoli» della 106

CATANZARO «Undici gallerie, di cui due già ridotte ad un’unica corsia mentre due restano pericolosamente prive di illuminazione. Asfalto già più volte rattoppato e guardrail pericolosi per i motociclisti». Così, secondo il Codacons, si presenta la variante A della statale 106 – che da Simeri Crichi conduce fino a Copanello, nel Catanzarese – dopo appena cinque anni dal taglio del nastro (in foto i crolli verificatisi a novembre 2017).
«In quell’occasione – ricorda l’associazione dei consumatori – l’allora governatore Scopelliti dichiarava: “Quello di oggi è uno di quei segnali confortanti che ci dimostrano che le opere, alla fine, si realizzano. Tutto questo ci deve aiutare in quello che è uno dei maggiori interessi della nostra Regione: il turismo”. Ed allora vediamo a che punto è quest’opera costata, complessivamente, 1 miliardo di euro. Parliamo di una striscia di asfalto che scorre tra i comuni di Simeri Crichi e Stalettì, lunga appena 17 km e che, in questi anni è stata soggetta a ripetuti interventi di manutenzione nonché al centro di polemiche (ed indagini) per la sua evidente fragilità».
Per il Codacons è «inaccettabile che ponti e viadotti, nuovi di zecca, siano crollati con una frequenza tale da rappresentare un pericolo per l’incolumità degli utenti, legittimando i sospetti circa l’utilizzo del famigerato “cemento depotenziato”». «Anche per questo motivo – afferma Francesco Di Lieto del Codacons – ne avevamo chiesto (ed ottenuto) il sequestro per cristallizzare tutte le responsabilità. Purtroppo inutilmente da anni chiediamo al Ministero dei Trasporti di attivarsi per imporre controlli straordinari, finalizzati ad accertare la stabilità dei tratti sopraelevati e garantire la sicurezza delle strade e così si sono verificati i crolli, i sequestri e, a breve, confidiamo, anche i processi. Ma nonostante tutto, ancora oggi, quell’opera – prosegue Di Lieto – rimane pericolosissima esattamente come l’intera statale, che mortifica la Calabria e che continua a mietere vittime».
«Alla luce dell’attuale situazione di pericolo – concludono dal Codacons – chiediamo un immediato confronto con i responsabili tecnici dell’Anas, per comprendere quali interventi saranno posti in essere, prima della stagione estiva, per garantire le condizioni di sicurezza per gli utenti. In caso contrario riterremo Anas responsabile per tutti gli incidenti che dovessero verificarsi quali diretta conseguenza delle condizioni in cui versa il tratto stradale».

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