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Catanzaro, incontro Unicost in vista delle elezioni per il Csm

Presenti i tre candidati della corrente: Marco Mancinetti, Luigi Spina e Carmelo Celentano. Sul tavolo, i problemi (politici e non) che deve affrontare la magistratura italiana

Pubblicato il: 30/05/2018 – 22:19
Catanzaro, incontro Unicost in vista delle elezioni per il Csm

CATANZARO Criticità strutturali dei palazzi di giustizia, problemi sulla sicurezza, proposte per i magistrati che ritornano al lavoro dopo avere ricoperto cariche politiche, la selezione di dirigenti all’altezza degli uffici che dirigono. Sono alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro avvenuto a Catanzaro di Unicost – la corrente “Unità per la Costituzione” – che si è tenuto nell’aula di corte d’Assise del tribunale “Ferlaino”. Partiamo dal problema sicurezza strutturale dei palazzi di giustizia del quale ha parlato, a margine della riunione, Francesco Minisci, cosentino, presidente dell’Associazione nazionale magistrati.
«Non c’è dubbio – ha detto Minisci – che il sistema giudiziario italiano in questo momento è in affanno, vi sono diverse criticità e molte emergenze e questo ormai da anni. Certamente una delle maggiori emergenze è quella che riguarda la sicurezza negli uffici giudiziari. La punta dell’iceberg è rappresentata dalla vicenda del palazzo di giustizia di Bari che è stato, nei giorni scorsi, dichiarato inagibile e conseguentemente è stato sgomberato per criticità strutturali di quel plesso. Se noi pensiamo che nel palazzo di giustizia di Bari lavoravano 600 persone, se pensiamo a tutte le persone che ogni giorno frequentavano quel palazzo dobbiamo arrivare alla conclusione che abbiamo rischiato la strage perché da un momento all’altro quel palazzo poteva crollare. In questi giorni le udienze penali si stanno tenendo in alcune tensostrutture che sono state realizzate fuori, in un’area esterna al Palazzo di giustizia. Solo l’alto senso di giustizia dei magistrati baresi sta consentendo ancora di esercitare la giurisdizione al servizio dei cittadini». C’è poi il problema sicurezza legato all’allarme per il terrorismo. «Eppure molti nostri palazzi di giustizia non sono tutelati, non ci sono servizi di vigilanza. Abbiamo rilevato che una buona parte degli uffici, in particolare quelli del settore civile non hanno servizi di vigilanza e questo significa che può entrare chiunque negli uffici giudiziari con le conseguenze che questo comporta». Nel corso della riunione, Minisci ha presentato, tra le varie proposte, quella di assegnare a funzioni amministrative e non giurisdizionali i colleghi che ritornano dopo avere fatto attività politica.
Presenti alla riunione anche tre candidati in quota Unicost per il rinnovo del Consiglio superiore della magistratura: Marco Mancinetti, gip al tribunale di Roma; Luigi Spina, sostituto procuratore della Repubblica nel Tribunale di Castrovillari e Carmelo Celentano, sostituto procuratore generale alla Corte di Cassazione.
«Le nostre proposte sono innanzitutto una grande attenzione nei confronti degli uffici giudiziari – ha detto Mancinetti –, la componente togata della magistratura in seno al Csm per due terzi, deve occuparsi dei problemi concreti degli uffici giudiziari e in territori ad alta densità di criminalità organizzata deve ovviamente occuparsi di selezionare dirigenti all’altezza di un compito che è delicatissimo e garantire il pieno organico in uffici di frontiera dove spesso ci sono soltanto giovani colleghi che hanno bisogno di trovare sul posto magistrati dirigenti assolutamente attrezzati e professionali. Ne abbiamo esempi anche qui in Calabria dove dirigenti di altissimo profilo come nella Procura di Catanzaro, per esempio, garantisce un clima che favorisce la laboriosità dei colleghi. E troviamo, poi, delle situazioni, che vanno rimosse, di difficoltà. Io credo che il Csm debba riappropriarsi di questo ruolo di grande vicinanza nei confronti dei colleghi e degli uffici periferici».
Del problema della “prevedibilità delle decisioni” ha parlato il pm Spina, un problema che egli stesso ha sperimentato nel suo Ufficio di Castrovillari. «La prevedibilità può avere un valore ma non lo ha quando si parla di valutazioni e di merito», ha detto Spina che ha riportato un esempio: «Noi abbiamo passato una stagione in cui la giurisprudenza disciplinare del Consiglio superiore era assolutamente prevedibile, soprattutto per i colleghi del civile: tot ritardi, durata superiore a un anno, sanzione. Carriere di colleghi sono state pregiudicate sulla base di questa giurisprudenza che era prevedibilissima. Io credo che quello che sarà importante sarà la comprensibilità e la coerenza delle decisioni. Questo, secondo me, deve essere chiesto al Csm». «Il problema della semplificazione – ha aggiunto Spina – coinvolge un rischio fondamentale, quello di burocratizzare la figura del magistrato e del dirigente. Questa per il prossimo Consiglio credo sia una sfida per recuperare la centralità della giurisdizione. Mi auguro che il prossimo Csm interpreti tutta la normazione secondaria che riguarda la funzione requirente per tentare di dare serenità a chi svolge queste funzioni e fare in modo che tutti gli obblighi esterni, che soprattutto il legislatore ha imposto negli ultimi tempi, non intimoriscano e, anzi, diano l’entusiasmo che è necessario per svolgere questa funzione al meglio».
«Purtroppo questa campagna elettorale è una campagna elettorale anomala da un punto di vista storico perché qualcuno interpreta la campagna elettorale per il Consiglio partendo da una legittimazione che non è la legittimazione tipica dei magistrati, cioè quella professionale, che ci deriva dall’aver superato un concorso, ma un tipo di legittimazione diversa che si serve anche di una parte di strumenti mediatici», ha detto Celentano. «A chi chiedeva cos’è il populismo nella campagna elettorale della magistratura, è la ricerca e la proposizione di soluzioni spicciole, semplicistiche, a normativa variabile. E quindi è una risposta che noi in quanto giuristi e, legittimati soltanto dalla nostra professionalità, sappiamo che è una risposta da sempliciotti. Non ci possiamo permettere, in campagna elettorale di suggerire soluzioni che non sono nelle mani del Consiglio». «Non diamo in campagna elettorale la stura a bugie – ha continuato Celentano – ci diamo l’unica regola che un magistrato in campagna elettorale si può dare: non dire bugie».

Alessia Truzzolillo
a.truzzolillo@corrierecal.it

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