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Il governo “sfratta” Scura e prepara l'arrivo di un vice

Il sottosegretario alla Salute Fugatti boccia l’operato del capo della Sanità e assicura una sostituzione. Ipotesi di nomina di un sub-commissario

Pubblicato il: 13/07/2018 – 13:06
Il governo “sfratta” Scura e prepara l'arrivo di un vice

ROMA Il destino di Massimo Scura sembra segnato: la sua rimozione dalla guida della sanità calabrese dovrebbe essere solo questione di tempo. In attesa dell’avvicendamento, con ogni probabilità, sarà affiancato da uno o più sub-commissari scelti direttamente dal governo Lega-5 Stelle. Lo scenario è stato tratteggiato questa mattina alla Camera dal sottosegretario alla Salute Maurizio Fugatti, che ha risposto a due diverse interpellanze parlamentari, presentate dai deputati calabresi Francesco Cannizzaro (Forza Italia) e Francesco Sapia (M5S).
Fugatti ha chiarito che «le difficoltà e le mancanze emerse nello svolgimento dell’attività commissariale saranno sottoposte ad ancora maggiore vigilanza da parte di questo ministero, il quale non mancherà di proporre l’adozione di ogni iniziativa consentita dalla legge per fare in modo che il Piano di rientro possa essere realizzato con maggiore perizia e sollecitudine, a beneficio finale della salute dei cittadini calabresi». E la conferma che si tratti di un avviso di sfratto per l’ingegnere Scura arriva subito dopo: «La gravità della situazione non potrà escludere l’esercizio di tutte le prerogative assegnate al governo, in merito alle quali, tenuto conto dell’estrema complessità del quadro normativo di riferimento, che ha visto la successione di stratificazioni legislative non del tutto coerenti tra loro, è stato richiesto un approfondimento giuridico agli uffici del ministero, peraltro già avviato, le cui conclusioni dovranno essere necessariamente condivise da parte degli uffici del ministero dell’Economia».
Quanto alla richiesta – formulata da Sapia – di affiancare un sub-commissario all’attuale capo della Sanità, Fugatti ha precisato che «la possibilità di nominarlo sarà certamente presa nella dovuta considerazione e sottoposta all’iniziativa del ministero dell’Economia, a cui spetta la proposta d’intesa con il ministero della Salute».
I RILIEVI Nelle due risposte alle interpellanze di Cannizzaro e Sapia, Fugatti ha bocciato senza mezzi termini l’operato di Scura, alla guida della Sanità regionale dal marzo 2015. Lo stesso ministro Giulia Grillo, come riferito in aula dal sottosegretario, lo scorso 6 luglio ha chiesto al commissario notizie aggiornate sulle misure che intende adottare «per assicurare una risposta ai bisogni di salute nonché una rappresentazione corretta della gestione economica del settore, anche in virtù dello sforzo fiscale compiuto dai cittadini calabresi».
Fugatti ha elencato tutti i «notevoli elementi di criticità» che interessano la sanità regionale, a partire dai Lea (punteggio complessivo che nel 2016 si attesta a 144, «mentre il livello di sufficienza è pari a 160»), dalla prevenzione («inadeguati livelli di adesione agli screening oncologici») e passando per la sanità veterinaria, la sicurezza degli alimenti e l’assistenza territoriale e ospedaliera. In particolare, la rete dell’offerta territoriale, definita nel 2016, «non risulta ancora attuata»; le coperture vaccinali fanno registrare «evidenti differenze» tra le Aziende; le cure ospedaliere «denotano la possibilità di ampi margini di miglioramento»; la mobilità passiva «è elevata e superiore al 20%», con il valore medio nazionale pari all’8,2%. Quanto alla spesa farmaceutica, il sottosegretario ha evidenziato «carenze nella governance del settore con percentuali, nel 2016, del 12,7% per la spesa convenzionata e del 5% per gli acquisti diretti, quando i tetti sono definiti pari a, rispettivamente, l’11,3% e 3,5% del Fondo sanitario nazionale.
«Difficile» appare anche la gestione dei rapporti con le strutture private accreditate, «non risultando ancora sottoscritti tutti i contratti relativi all’anno 2017». Problemi anche per le assunzioni – con i provvedimenti commissariali «difformi» rispetto alle autorizzazioni ministeriali – e per la situazione economica-finanziaria, con «disavanzi di gestione in peggioramento rispetto al 2015». Nel mirino anche i tempi di pagamento delle Aziende, «non rispettosi della normativa europea in materia». Infine, risulta ancora aperto il caso dell’Asp di Reggio, visto che i tavoli di verifica «sono rimasti in attesa di informazioni circa le approvazioni dei bilanci degli anni precedenti al 2013-2014».
LE INTERPELLANZE Ad avviare la discussione in aula è stato Cannizzaro (foto), che ha ripercorso la storia del commissariamento a partire dal 2009 per arrivare al 2015, anno di inizio della disputa tra il presidente della Regione Oliverio e Scura, nominato dal governo Renzi. «Oggi a pagare le conseguenze di quel conflitto – ha spiegato – sono i cittadini calabresi. La situazione è drammatica: ci ritroviamo direttori generali delle Aziende che si autoliquidano fior di quattrini per obiettivi mai raggiunti, mentre in alcune Asp le fatture vengono pagate due o tre volte. Per una Tac ci vogliono 6 mesi, per una risonanza anche di più. Fino ad arrivare al caso di Cup che hanno chiamato pazienti non trovandoli in casa, perché nel frattempo erano passati a miglior vita». Una «condizione da terzo mondo», secondo Cannizzaro, che ha chiesto un «intervento immediato del governo a favore di una regione dove il diritto alla salute non c’è».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il pentastellato Sapia, che ha definito la sanità calabrese un «disastro a causa della ‘ndrangheta e dei massoni», nel «grande silenzio di politicanti e lecchini». Accuse anche a Oliverio che «ha smantellato dipartimento Salute» e «ha chiuso gli occhi su tutto ciò che non va». Stesso giudizio negativo per Scura. Il risultato è «una melma», come dimostrato anche dal caso del medico Brisinda dell’ospedale di Crotone, per il quale il deputato 5 stelle invoca «l’invio di ispettori». La nomina del sub-commissario è dunque necessaria per indurre Scura «a riportare alla normalità la sanità della Calabria. Siamo stanchi di subire questo sfascio sulla nostra pelle».
Il commento finale è della grillina Dalila Nesci, convinta che sia «necessario voltare pagina con una nuova struttura commissariale nominata dal governo del cambiamento, in grado di correggere tutti gli errori commessi, in tempi ragionevoli e attraverso l’individuazione di figure competenti e di assoluto rigore morale e operativo». Per Scura, insomma, sembra essere iniziato il countdown.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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