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Violenza su minore a Cosenza, il racconto dei carabinieri

È in corso a Cosenza il processo a carico di un 30enne accusato anche di rapimento. I militari hanno spiegato ai giudici di aver trovato i ragazzi vesti ma impauriti, in una stanza totalmente buia …

Pubblicato il: 22/01/2019 – 18:40
Violenza su minore a Cosenza, il racconto dei carabinieri

COSENZA Il degrado, il buio, la sporcizia. La descrivono in senso dispregiativo gli uomini dell’arma dei carabinieri, la stazione ferroviaria di Vaglio Lise di Cosenza. Non potrebbe essere altrimenti, visto lo stato dei luoghi, ma la testimonianza dei militari resa nel corso del processo a carico di Francesco Mazzei imputato di violenza sessuale su minore e rapimento di persona, è anche il racconto delle operazioni di soccorso e sopralluogo effettuate non appena è scattato l’allarme.
Vitaliano Alessandro, Roberto Iorio e Luca Gambaro hanno descritto al collegio giudicante, incalzati dalle domande del pubblico ministero Giuseppe Cozzolino e dell’avvocato di parte civile Chiara Penna, lo stato dei luoghi in cui hanno trovato Francesco Mazzei insieme alla ragazzina che ha denunciato l’abuso, che si trovava in compagnia di un suo amico diversamente abile.
I carabinieri hanno riferito di aver trovato i ragazzi vestiti ma terrorizzati e che, nonostante fosse pieno giorno, la stanza dove si sarebbe consumata la violenza era completamente buia e che quindi l’angolo in cui si trovavano i due ragazzi, dove era sistemato un materasso, non era visibile dall’esterno. Secondo quanto riferito dai carabinieri, un cancello chiuso da un catenaccio fermato da un lucchetto impediva l’ingresso nella stanza.
Solo dopo diversi tentativi Mazzei, oggi detenuto e già sorvegliato speciale all’epoca degli episodi di cui è ritenuto responsabile, si sarebbe convinto ad aprirli. Il buio, hanno sostenuto i militari, rendeva la stanza una “trappola”: ecco spiegato perché solo conoscendo bene il luogo sarebbe stato possibile muoversi liberamente. Secondo quanto denunciato dalla vittima, l’imputato, avrebbe utilizzato un profilattico poi dato alle fiamme ma i carabinieri non sono riusciti a trovarne traccia anche se non sono stati effettuati dei rilievi biologici, o di chimica forense. Il prossimo 7 marzo i due ragazzi assistiti da una equipe medica specializzata saranno ascoltati e forniranno la loro versione dei fatti.

mi. pr.

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