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Gioia Tauro, Toninelli: «Pronta la messa in mora per Mct»

Il ministro delle Infrastrutture ha incontrato i lavoratori del porto gioiese ed ha annunciato l’azione da parte dell’Autorità e del ministero: «L’azienda deve decidere cosa fare. La priorità è sal…

Pubblicato il: 26/02/2019 – 10:23
Gioia Tauro, Toninelli:  «Pronta la messa in mora per Mct»

GIOIA TAURO «Fra poche ore l’Autorità di sistema portuale d’intesa col Ministero manderà ad Mct una messa in mora per inadempimenti contrattuali». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli appena giunto a Gioia Tauro incontrando i lavoratori del Porto. «Ci sono degli obblighi contrattuali nelle concessioni date a Mct – ha aggiunto – e sono quelli della manutenzione e degli investimenti che diventano obbligatori per il concessionario. Se questi obblighi non vengono rispettati lo Stato ha il dovere di intervenire a tutela del porto e dei portuali. I prossimi 30 giorni quindi saranno cruciali. Entro questo periodo Mct deve decidere cosa fare. Mi auguro che abbia responsabilità e responsabilità sociale sul futuro del porto e dei lavoratori perché qui non si deve perdere un posto di lavoro. In pratica o investe o cede le quote a chi vuole investire».
Toninelli ha garantito ai portuali «che qualunque cosa dovesse accadere il Governo verrà qui in massa a difendere l’infrastruttura e i suoi lavoratori».
«Non si può pensare allo sviluppo del retroporto e del gateway se non si sblocca positivamente il futuro del transhipment e quindi l’arrivo dei container». È un altro dei passi dell’intervento del ministro, che ha incontrato i lavoratori del porto ai quali ha spiegato le determinazioni assunte dal suo dicastero al fine di sbloccare il conflitto societario interno alla gestione del porto le cui conseguenze hanno portato, la scorsa settimana, al blocco delle attività da parte delle maestranze, poi risoltosi dopo un vertice al Ministero.
«Non temo eventuali iter giudiziari nel caso di decadenza delle concessioni – ha aggiunto il ministro – perché qui l’obiettivo è di rilanciare il porto e salvare l’occupazione. Ripeto: Mct deve decidere se essere responsabile o no. Li ho convocati più volte sperando di poterli incontrare ma non sono venuti. Qui c’erano degli accordi precisi stilati nel 2007 e nel 2008 tra lo Stato e il concessionario che prevedevano impegni a movimentare fino a 4 milioni di Teu, dal 2010 però i volumi sono irrimediabilmente scesi e gli impegni sulla manutenzione e sugli investimenti non sono stati mantenuti per cui lo Stato ha il dovere di tutelare questa risorsa».
«Più tardi incontrerò i vertici Rfi – ha detto ancora Toninelli – anche per definire il Piano di investimenti e la realizzazione delle opere necessarie a collegare il porto di Gioia Tauro con la rete ferroviaria nazionale. Per chi non l’avesse capito siamo pronti a tornare qui a sostegno dell’attività del commissario straordinario Agostinelli che ha lavorato bene in condizioni difficilissime per risolvere tutti i problemi che si presenteranno davanti».
«Msc – ha aggiunto il ministro – ha scritto una lettera di impegni generale ad investire e rilanciare il porto, ovviamente aspettiamo anche che arrivi un business plan con all’interno dei numeri relativi agli effettivi investimenti da poter fare nei prossimi anni».
Rispondendo alle domande dei cronisti, Toninelli ha spiegato poi che non vi è alcuna scadenza per l’offerta di Msc: «La scadenza – ha risposto – sono i 30 giorni entro i quali il concessionario Mct deve riprendere ad investire, perché non tutte le gru che vedete sul demanio marittimo sono utilizzabili in quanto non sono state manutenute correttamente».
Quella di Gioia Tauro è stata per Toninelli la prima tappa della visita in Calabria che proseguirà, nel pomeriggio, con una seri incontri a Rossano Corigliano.
CONFINDUSTRIA CHIEDE UNA PUBLIC COMPANY «Ci sono anche imprenditori calabresi disponibili ad entrare nella gestione del porto di Gioia Tauro».
Lo afferma Giuseppe Nucera, presidente di Confindustria Reggio Calabria che, questa mattina, ha incontrato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli prima del confronto con i lavoratori.
«Auspichiamo che si possa presto ritrovare un clima di collaborazione e arrivare ad una soluzione tra le parti e ci auguriamo che il porto possa tornare a regime nell’ottica di una veloce ripresa del sistema portuale – spiega Nucera – Tuttavia nell’eventualità in cui si dovessero aprire nuovi scenari, così come avviene con le gestioni aereoportuali, è bene guardare oltre e prevedere un cambiamento rispetto alle attuali logiche monopoliste. Non vogliamo che ad un monopolista ne subentri un altro e che quindi si passi dalla padella alla brace. Il mondo imprenditoriale calabrese dovrà essere rappresentato e l’intera Calabria dovrà avere un ruolo ben preciso. Se si dovesse arrivare ad una nuova governance per il porto di Gioia Tauro – commenta Nucera, in rappresentanza anche di Unindustria Calabria (in quanto il presidente Mazzuca non ha potuto garantire la sua presenza) – noi auspichiamo che Regione Calabria, le Camere di Commercio ed il mondo imprenditoriale possano essere tutti protagonisti in una Public Company in modo tale che il capitale privato e pubblico calabrese possa entrare a farne parte».
Tra le altre proposte di Confindustria, quella di una nuova governance manageriale per il porto di Gioia Tauro.
«Per guidare al meglio il porto di Gioia Tauro sono necessarie competenze ben precise perché bisogna andare in giro per il mondo a fare marketing e predisporre un piano strategico per acquisire nuovi clienti e nuove commesse. La nostra strategia è quella di salvaguardare sia le maestranze ma anche il porto con i suoi futuri investimenti e per questo è necessario un vero e proprio manager».
Un altro tema importante è quello della reputazione del porto di Gioia Tauro, della sua area industriale e dell’intera Calabria.
«La Calabria soffre perché la reputazione che ha è negativa. La ‘ndrangheta è presente purtroppo non solo in Calabria ma in tutto il mondo. Le cronache degli ultimi mesi e le inchieste della DIA evidenziano che gli sbarchi di cocaina avvengono a Genova e a La Spezia con maggiori quantitativi ma si parla solo della Calabria e del porto di Gioia Tauro e fino a quando non ci sarà una comunicazione positiva che parli in modo onesto e chiaro della nostra realtà nessun imprenditore verrà qui ad investire. Abbiamo ettari di terreni che possono accogliere aziende importanti, capannoni vuoti che nelle vicinanze possono essere ripresi e sistemati al meglio ma le aziende non sono interessate anche perché c’è una cattiva reputazione».
Infine un monito alle autorità competenti che eseguono le attività di controllo, prevenzione e repressione del traffico di droga.
«La nostra proposta inoltre è quella di effettuare i controlli nei porti di destinazione. Non possiamo sempre farci carico del malaffare che riguarda le altre regioni. Gli investitori e le aziende non investiranno mai in Calabria se si continua a dare un’immagine negativa. Il Governo deve aiutare la Calabria ad acquisire una migliore reputazione».

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