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Catanzaro, il “ritorno” di Giovino e il risveglio del “partito del mattone”
Nel dibattito politico irrompe nuovamente il tema del futuro di una delle aree più belle del capoluogo. Sul tappeto le preoccupazioni per una futura cementificazione della costa
Pubblicato il: 03/03/2019 – 19:11
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CATANZARO A ondate cicliche, il “comparto Giovino” torna a occupare la scena politica di Catanzaro. Le prospettive di sviluppo di una delle aree più suggestive della Marina del capoluogo calabrese, autentico “polmone verde” e turistico a pochi passi dallo Jonio, in questi giorni hanno nuovamente fatto irruzione nel dibattito della classe dirigente, alimentando le prime polemiche, che attraversano trasversalmente gli schieramenti. Mentre sullo sfondo si stagliano, minacciosi, interessi economici piuttosto consistenti, riconducibili al “partito del mattone” che mostra segnali di risveglio e a Catanzaro resta fortissimo, oltre che, anch’esso, trasversale. Il tema è ancora in una fase iniziale di discussione ma ha già surriscaldato il clima politico nel corso di una conferenza dei capigruppo al Comune alla quale ha partecipato anche il sindaco Sergio Abramo.
In quella sede il primo cittadino, che nell’ultima trionfale campagna elettorale del giugno 2017 su Giovino ha garantito di non voler dare adito a tentazioni di cementificazione selvaggia, ha illustrato, alla sua maggioranza di centrodestra e all’opposizione, un suo progetto, una proposta per valorizzare un’area strategica soprattutto in chiave turistica, partendo da un concorso internazionale di idee per un programma complessivo di sviluppo ma anche dalla previsione di una destinazione alberghiera e commerciale di parte del sito.
Il dibattito su Giovino è stato di fatto aperto, anche se ancora sulla proposta dell’amministrazione c’è parecchi riserbo e anche un po’ di mistero che non aiuta a schiarire il quadro. Dai banchi dell’opposizione è incominciato il fuoco di fila all’indirizzo del sindaco Abramo, accusato da alcuni esponenti della minoranza di avere su Giovino e sul suo futuro una posizione in realtà non definita, tale comunque da non scongiurare il rischio di una “colata di cemento” che si abbatterà, deturpandola, su una delle aree più belle del capoluogo.
Timori che Abramo e il suo entourage hanno provato a fugare con dichiarazioni e commenti, non sufficienti però a “neutralizzare” tutte le preoccupazioni che comprensibilmente circondano la pratica. Perché è evidente che la “partita” di Giovino è forse la “madre” di tutte le partite di questa consiliatura comunale, come ha eloquentemente rimarcato in un recente Consiglio comunale un consigliere che da ormai 15 anni è sul “pezzo” su Giovino, Eugenio Riccio, strenuo oppositore di ogni tentativo di cementificare l’area: «Questa amministrazione potrà cadere solo per gli interessi che si muovono su questo comparto», ha detto Riccio cogliendo probabilmente nel segno.
Le prossime settimane si annunciano dunque estremamente “calde” e “tese” per la politica di Catanzaro, che verosimilmente tornerà al clima che si respirò nel 2007, quando su alcune lottizzazioni ricadenti proprio a Giovino e ritenute particolarmente “impattanti” sul piano ambientale si combattè una durissima battaglia, alla fine vinta dall’allora amministrazione comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Rosario Olivo, che stoppò quelle pratiche “sospette”. Ma Giovino è un “cavallo” che ritorna, e infatti è ritornato, confermandosi la “pietra angolare” del futuro di Catanzaro.
Antonio Cantisani a.cantisani@corrierecal.it
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