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Primarie Pd: presunte irregolarità nel Vibonese, partono i ricorsi

La lista “Piazza Grande” chiede l’annullamento del voto in alcuni seggi: «Ad alcuni cittadini è stato impedito di votare. I registri? Scomparsi». Anomalie registrate anche dalla mozione Martina: «P…

Pubblicato il: 05/03/2019 – 10:00
Primarie Pd: presunte irregolarità nel Vibonese, partono i ricorsi

VIBO VALENTIA Composizione irregolare dei seggi, cittadini impossibilitati a votare, registri che scompaiono e un numero di elettori in certi casi superiori a quelli delle Politiche. È già scoppiata la bagarre nel Pd calabrese in merito alla svolgimiento delle primarie di domenica scorsa. Al centro dell’attenzione è finita la Federazione provinciale di Vibo, dove la lista “Calabria con Zingaretti” – sponsorizzata dall’ex deputato Bruno Censore – ha fatto man bassa di voti superando il 70% di preferenze. Ma ora i rappresentanti delle altre mozioni – tra cui gli stessi zingarettiani di “Piazza Grande”, la lista sostenuta dal governatore Oliverio – denunciano irregolarità e chiedono l’annullamento delle operazioni di voto in alcuni seggi.
Il ricorso che fa più rumore è quello presentato da Barbara Panetta, delegata di “Piazza Grande”, e Achille Assunta, candidata alle primarie, che chiedono alla commissione regionale per il congresso di «annullare le operazioni di voto in Provincia di Vibo Valentia o in alternativa di annullare le operazioni di voto nei Comuni che non hanno prodotto per come da regolamento il registro degli elettori acclusi ai verbali di voto».
Diverse le anomalie contestate, tra cui la composizione dei seggi elettorali, «avvenuta in modo irregolare includendo quasi ovunque rappresentanti e sostenitori della lista “ Calabria con Zingaretti”». I presidenti di seggio avrebbero inoltre «impedito di votare a liberi cittadini con la motivazione che presentavano delle incompatibilità con la partecipazione alle primarie. Dette motivazioni non erano l’appartenenza acclarata ad altri partiti bensi’ l’adesione ad associazioni culturali o movimenti civici o solo perché tali cittadini avrebbero votato in modo contrario ai componenti del seggio. Ciò è avvenuto nei Comuni di Serra San Bruno, Sorianello, Vazzano». In alcuni Comuni, poi, «le operazioni di voto non si sono svolte. Cittadini di Tropea e di Nicotera per citare i centri più importanti non hanno trovato la sede aperta. Dell’attività dei seggi non si trova traccia sui social o sulla stampa nonostante gli elettori di Tropea risultano essere 291 e quelli di Nicotera 214». Anomalie anche per quanto riguarda i verbali: «In molti comuni le operazioni di voto sono state irregolari in quanto alla commissione per il congresso provinciale nella nottata del 3 marzo non sono pervenuti i registri delle elettrici e degli elettori dei Comuni di Sorianello, Tropea, Fabrizia , Acquaro, Polia , San Calogero ,Pizzoni, Nardodipace e Filogaso. Per tali seggi deve essere annullato il voto e non computare il risultato nel totale provinciale. Non si contano poi i casi di registri di elettrici e di elettori con firme pressoche’ identiche per tutti gli elettori. Si richiede , inoltre, la verifica a campione delle elettrici/elettori dei Comuni citati a conferma della partecipazione al voto».
Rilevata, ancora, la «mancanza di coerenza numerica tra gli elettori del Comune e gli elettori che hanno partecipato alle primarie». In Comuni come Brognaturo, Arena, Filogaso e Zaccanopoli il numero degli elettori delle primarie sarebbe superiore a quello degli elettori del Pd alle Politiche 2018. «Appare evidente – scrivono Panetta e Assunta – che il riconoscimento di questi risultati metterebbe a rischio la credibilita’ del Partito Democratico e lo straordinario valore delle primarie del Partito democratico che hanno portato alla vittoria del segretario Zingaretti».
VOTO AGGIUSTATO? L’annullamento delle operazioni di voto è stato chiesto anche da Raffaello Molè, componente della commissione provinciale per il congresso di Vibo, che ha deciso di non approvare il verbale conclusivo. In particolare, Molè contesta «la mancata trasparenza delle operazioni di voto e della relativa verbalizzazione, in sede sia di singolo seggio che di raccolta ed elaborazione conclusiva dei singoli dati. Tale mancanza di trasparenza, che induce a ritenere esistenti chiare irregolarità e conseguentemente possibili rischi di falsificazione dei dati, appare evidente». E infatti Molè mette in fila una serie di fatti anomali, citando anche un verbale firmato dal deputato, e sostenitore della mozione Martina, Antonio Viscomi, che aveva segnalato alcune stranezze nel seggio di San Calogero, dove si sarebbero perse le tracce dei registri degli elettori. Lo stesso Viscomi, come ricorda Molè, aveva chiesto copia dell’elenco degli elettori di Tropea, Fabrizia, Acquaro, Polia e Sorianello. Ma tale richiesta, «immediatamente consegnata al presidente della commissione, non è stata dallo stesso presa in considerazione, neppure per il seggio di Tropea, per il quale risultavano già acquisiti e verbalizzati i risultati elettorali».
Non è finita. Molè ricorda che «al termine delle operazioni di voto, la raccolta delle informazioni sui voti espressi è stata effettuata mediante consegna materiale dei verbali conclusivi ovvero mediante invio whatsapp dei medesimi. Alle ore 1.00 del 4 marzo la commissione non era ancora in possesso dei verbali, delle schede e dei registri relativi ai seggi di Acquaro, Fabrizia, Polia, Sorianello. Alla stessa ora risultavano aver votato numero 9.494 elettori. Dalle informazioni provenienti dai singoli seggi risultavano però aver votato 223 elettori in linea con la dimensione demografica degli stessi Comuni. La mancata comunicazione del voto, in via anche informale e in tempo idoneo, dimostra una evidente disorganizzazione delle operazioni elettorali, naturalmente tale da non impedire eventuali interventi di aggiustamento del voto in fase successiva e quindi in violazione di qualunque criterio di trasparenza».

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