‘Ndrangheta, revocata la confisca dei beni per 7,5 milioni agli imprenditori Bagalà
Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria, il 21 dicembre 2019 aveva disposto l’annullamento del sequestro preventivo della società Eurocome srl

REGGIO CALABRIA I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, hanno sequestrato beni per complessivi 7,5 milioni nell’indiretta disponibilità di Giuseppe e Luigi Bagalà, rispettivamente di 62 e 73 anni, membri del “gruppo imprenditoriale” di Gioia Tauro operante nel settore degli appalti pubblici.
Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale su richiesta del procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e del sostituto procuratore Gianluca Gelso.
Si tratta di 7 fabbricati di pregio a Gioia Tauro e Milano, nonché 16 terreni (vigneti, uliveti e frutteti) di estensione pari a circa 7 ettari, localizzati in Gioia Tauro e Taurianova. Il sequestro segue quelli eseguiti nei confronti della stressa famiglia di imprenditori, sempre su disposizione della Sezione misure di prevenzione e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei mesi scorsi, per un valore complessivo stimato di oltre 127 milioni.
Gli sviluppi
Il 28 agosto 2023, la Corte d’Appello di Reggio Calabria – Sezione Misure di prevenzione, dopo aver preso atto dell’iter giudiziario che aveva visto coinvolto l’odierno istante e dei provvedimenti a lui favorevoli emessi dal Tribunale del riesame di Reggio Calabria, del Gip presso il medesimo Tribunale e dalla Suprema Corte di Cassazione, ha disposto la revoca della confisca e la restituzione dei beni personali e aziendali che erano stati oggetto di sequestro preventivo agli esordi del procedimento penale. Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria con provvedimento del 21 dicembre 2019 ha disposto l’annullamento
del sequestro preventivo della società Eurocome srl. La Corte di Cassazione, Sezione VI, con sentenza del 31 gennaio 2018 ha annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria che aveva ritenuto sussistenti elementi indiziari a carico dell’istante in ordine alla partecipazione ad associazione mafiosa (capo 1) e all’aggravante ex art. 7 della legge 203/91 (capo 3). Tutti i provvedimenti hanno, quindi, escluso qualsiasi coinvolgimento dell’istante in contesti mafiosi o una sua fantomatica attività agevolatrice. E’ quanto comunica l’avvocato Domenico Ascrizzi.