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"Errore fatale", quattro arresti per la faida interna ai Mancuso

Operazione della Polizia contro la ‘ndrangheta vibonese: ordinanza di custodia in carcere per quattro persone, tra le quali il boss Cosmo Mancuso e “Peppone” Accorinti, che l’anno scorso tentò di p…

Pubblicato il: 12/04/2019 – 6:55
"Errore fatale", quattro arresti per la faida interna ai Mancuso

VIBO VALENTIA Il personale della Polizia di Stato di Vibo Valentia e dello Sco, sotto le direttive della Dda di Catanzaro – ha eseguito un’operazione – denominata “Errore fatale” – contro la cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso. Decapitati, con alcuni arresti, i vertici del gruppo criminale, considerato tra i più influenti della criminalità organizzata calabrese. Si tratta in particolare di quattro persone (una era già in carcere e tre in stato di libertà), ritenute responsabili del tentato omicidio di Francesco Mancuso e dell’omicidio di Raffaele Fiamingo, detto “il vichingo”, avvenuto a Spilinga nel luglio 2003 (nelle foto alcune immagini dopo l’agguato), e considerate al vertice della ‘ndrangheta vibonese.
Tra gli indagati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare ci sono Cosmo Michele Mancuso (70enne ristretto in regime di 41bis nel carcere di Prato e considerato a capo del clan) e il boss 60enne di Zungri Giuseppe Accorinti, alias “Peppone”. In manette anche Domenico Polito, 55 anni, e Antonio Prenesti (53).
Quasi 50 uomini hanno eseguito perquisizioni a Vibo Valentia, Milano e Prato. Dalle indagini, condotte dai poliziotti delle squadre mobili di Vibo Valentia e Catanzaro, coordinate dal Servizio centrale operativo e supportate anche da dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, è emerso che l’omicidio era maturato per contrasti nella gestione delle attività criminali tra i componenti della famiglia Mancuso, in particolare tra la fazione capeggiata da Ciccio Mancuso alias “Tabacco”, e quella guidata da Cosmo Michele Mancuso.
Uno dei quattro arresti della Polizia di Stato di Vibo Valentia e dello Sco è stato eseguito a Milano nell’ambito dell’operazione “Errore fatale” contro la cosca Mancuso della ‘ndrangheta.
Gli altri arresti sono stati eseguiti, secondo quanto si è appreso, in due centri del Vibonese, Tropea e Zungri, ed hanno riguardato esponenti di vertice della cosche legate ai Mancuso.
IN MANETTE IL “BRACCIO ARMATO” DEI MANCUSO Polito è considerato il “braccio armato” della cosca Mancuso e, secondo gli inquirenti, è al vertice della cosca La Rosa di Ttopea, alleata con i Mancuso. Il 55enne ha precedenti per associazione mafiosa, usura, estorsione e favoreggiamento.
“PEPPONE” TENTÒ DI PORTARE LA MANDONNA DELLA NEVE Accorinti, invece, presunto boss di Zungri, il 5 agosto dello scorso anno nel suo paese tentò di infilarsi tra i portatori della statua della “Madonna della Neve”, Santa patrona del centro del Vibonese.
Detto “Peppone”, con precedenti per associazione mafiosa, estorsione, lesioni e violenza sessuale, Accorinti è considerato dagli inquirenti l’uomo dei Mancuso a Zungri. All’epoca dell’episodio della processione era sottoposto alla sorveglianza speciale. La sua presenza tra i portatori della “Madonna della Neve” fu segnalata da alcuni cittadini ai carabinieri, che sospesero la processione e bloccarono l’uomo, conducendolo in caserma. La processione, dopo l’allontanamento di Accorinti, riprese regolarmente.
L’UOMO DEI MANCUSO A MILANO Antonio Prenesti, detto “Mussu stortu”, è considerato un trafficante internazionale di droga ed ha precedenti per associazione mafiosa. Già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’operazione “Dinasty” del 2003, Prenesti riuscì a sottrarsi in quell’occasione all’arresto e restò latitante fino al 2010, anno in cui fu arrestato. Successivamente il 53enne riuscì ad ottenere la scarcerazione e secondo gli inquirenti rientrò nei ranghi operativi della cosca Mancuso. La Polizia sta svolgendo adesso indagini per accertare i motivi per i quali Antonio Prenesti si trovasse a Milano e quale ruolo svolgesse nel capoluogo lombardo nell’ambito delle attività criminali della cosca Mancuso.
SALVINI: «UNA BELLA GIORNATA» «Che bella giornata! Decapitati i vertici della cosca ‘ndranghetista dei Mancuso: grazie alle forze dell’ordine e agli inquirenti che hanno colpito uno dei gruppo criminali più influenti della regione. È finita la pacchia». Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta l’operazione della Polizia a Vibo Valentia contro presunti appartenenti alla ‘ndrangheta.
IL QUESTORE: MANCUSO COLPITI AL CUORE «Sono fiero di essere il questore di Vibo Valentia perché qui ci sono risorse per lavorare. L’operazione di oggi, pochi giorni dopo quella che ha smantellato la cosca dei “Piscopisani”, colpisce il cuore dei Mancuso». Lo ha detto il Questore di ViboValentia, Andrea Grassi, all’inizio della conferenza stampa sull’operazione “Errore fatale” contro la cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso.
«Tutto questo – ha aggiunto – grazie agli uomini ed alle donne della Polizia di Vibo Valentia e di Catanzaro e dello Sco. E grazie alla Procura antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri».
https://www.youtube.com/watch?v=6ZiXhqEujiE

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