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Ditta fallisce, imprenditore finisce ai domiciliari

Operazione della Guardia di finanza di Lamezia Terme nei confronti di un’impresa operante nel settore del legno: nei guai anche un professionista reggino, colpito da interdittiva

Pubblicato il: 07/05/2019 – 10:27
Ditta fallisce, imprenditore finisce ai domiciliari

LAMEZIA TERME Un imprenditore lametino agli arresti domiciliari e un’interdittiva nei confronti di un professionista reggino. E’ questo il bilancio di un’operazione del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, guidata dal colonnello Clemente Crisci, che, su delega della Procura, ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale e patrimoniale emessa dal gip. L’operazione è scaturita dagli accertamenti relativi al fallimento di una ditta individuale operante nel settore della fabbricazione di infissi in legno, accertamenti che – riferisce la Guardia di Finanza – hanno portato alla luce la sussistenza di condotte rilevanti sia sotto l’aspetto fallimentare che dal punto di vista penale-tributario. tra le altre cose, è stato, infatti, riscontrato che la ditta individuale oggetto d’indagini ha occultato e/o distratto “rimanenze di magazzino” per un totale di oltre 700mila euro: le investigazioni dei finanzieri – condotte dal Nucleo operativo guidato dal comandante Matteo Boarelli e coordinate dal procuratore capo Salvatore Curcio e dal sostituto Marta Agostini – hanno inoltre dimostrato la continuazione dell’attività delittuosa della ditta individuale fallita per il tramite di una Srl “artatamente” costituita per il tramite di un ex dipendente della ditta fallita, e fittiziamente legalmente rappresentata dalla madre dell’imprenditore fallito, amministratore di fatto della nuova società. In tale contesto – riferisce ancora la Guardia di Finanza – è stato altresì segnalato l’operato del curatore fallimentare, che ha stipulato con il fallito, amministratore di fatto della Srl in nome e per conto della curatela due contratti simulati di locazione dell’intero complesso industriale della ditta fallita a un canone irrisorio, celando in realtà una cessione di azienda che ha permesso al fallito stesso di continuare ad utilizzare l’intero impianto industriale provento del reato di bancarotta fraudolenta. al termine delle investigazioni, la Procura ha chiesto e ottenuto dal gip un provvedimento cautelare personale e patrimoniale che prevede gli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore, Gianfranco Caporale, 50 anni, di Lamezia Terne, e la sospensione temporanea dall’esercizio dell’attività di curatore fallimentare, custode giudiziario e delegato nei confronti del professionista, Aldo Larizza, cinquantenne di Reggio Calabria. Sono stati inoltre disposti il sequestro preventivo di tutte le attività di impresa riconducibili al fallito, alla di lui madre ed all’ex dipendente della ditta fallita; il sequestro preventivo delle quote della Srl; il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta o per equivalente dell’importo di euro 1.052.286, 25 nei confronti del fallito; il sequestro preventivo di tutti i beni costituenti l’azienda fallita e nella disponibilità della Srl; il sequestro preventivo ai fini della confisca diretta o per equivalente dell’importo di euro 1.217.375,00 nei confronti del fallito, quale provento delle vendite in nero.
 

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