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Operaio morto a giugno, la “Zen Yacht” fuori dal porto di Gioia Tauro

L’Authority dichiara la decadenza della concessione demaniale della società al termine del procedimento avviato dopo il tragico incidente nel quale ha perso la vita Agostino Filandro. Tra le motiva…

Pubblicato il: 13/09/2019 – 17:45
Operaio morto a giugno, la “Zen Yacht” fuori dal porto di Gioia Tauro

GIOIA TAURO «Gravi omissioni ai doveri di vigilanza, violazioni di assunzione di responsabilità e di autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa della ditta Modulus»: sono queste le motivazioni in forza delle quali l’Autorità portuale di Gioia Tauro, con proprio decreto, ha dichiarato la decadenza della concessione demaniale marittima alla ditta “Zen Yacht Srl”: lo rende noto un comunicato della stessa Autorità portuale. «Si tratta – prosegue la nota – di un provvedimento adottato dall’Ente, guidato dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, dopo l’avvio di una vicenda amministrativa che ha avuto origine dal tragico incidente nel quale ha perso la vita Agostino Filandro, avvenuto in area portuale lo scorso 21 giugno. Da anni, la Zen Yacht ha occupato parte della “banchina di ponente” del porto di Gioia Tauro allo scopo di mantenere un cantiere per la costruzione e la riparazione di yacht nonché una darsena per l’alaggio ed il varo di unità da diporto. In relazione al tragico evento, la Procura della Repubblica di Palmi ha iscritto nel registro degli indagati i legali rappresentanti, nella qualità di amministratore e dipendente della Cooperativa Modulus, chiamati a rispondere di omicidio colposo per “negligenza, imprudenza ed imperizia, nonché per inosservanza delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”». Dal canto suo, l’Autorità portuale – si legge ancora – «ha avviato i relativi accertamenti amministrativi dai quali è emerso che il defunto Agostino Filando, entrato in porto con una autorizzazione d’ingresso, richiesta dalla ditta Zen Yacht, esclusivamente in qualità di “visitatore”, nei fatti è invece deceduto durante lo svolgimento di un’attività lavorativa di alaggio di un natante effettuata dalla Cooperativa Modulus, fra l’altro priva delle necessarie autorizzazioni per lo svolgimento di tale tipo di attività. In pratica, la cooperativa Modulus, i cui dipendenti stavano manovrando la gru che ha cagionato la morte di Agostino Filandro, operava in porto in virtù di un contratto stipulato con Zen Yacht per svolgere un’attività lavorativa limitata esclusivamente a piccoli lavori di falegnameria e manutenzione natanti, e non certamente estesa all’alaggio ed al varo. Dagli accertamenti effettuati, l’Autorità ha, così, contestato una inaccettabile violazione delle regole disciplinanti l’accesso e lo svolgimento di attività lavorative in ambito portuale. Violazioni queste riferibili al concessionario Zen Yacht, che si è dimostrato irrispettoso delle norme e regole che disciplinano l’esercizio dell’attività di concessione demaniale marittima». «La tragica morte del signor Filandro – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli – pone in primo piano la necessità del più rigoroso rispetto delle norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, norme che in ambito portuale assumono un ruolo primario nella valutazione circa la permanenza delle condizioni basilari per lo svolgimento di attività lavorative».

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