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Cuda a Invernizzi: «Pitaro non è più iscritto al Pd»

Il leghista aveva definito «inquietante» il silenzio dei dem in relazione all’inchiesta “Orthrus”. La replica del segretario dem: «L’onorevole dovrebbe indagare di più sul sostegno elettorale al su…

Pubblicato il: 16/10/2019 – 17:56
Cuda a Invernizzi: «Pitaro non è più iscritto al Pd»

CATANZARO «A seguito della recente operazione antimafia della Direzione Distrettuale del capoluogo contro alcune cosche catanzaresi, si è materializzato il moralizzatore “padano” per di più affetto da un evidente strabismo giustizialista». Inizia così la nota del segretario della federazione provinciale di Catanzaro, Gianluca Cuda, in risposta alle dichiarazioni del commissario leghista Invernizzi (ne avevamo scritto qui) che ha commentato la recente inchiesta “Orthrus”.
«È arrivato addirittura a definire “inquietante” il silenzio del PD sugli esiti dell’indagine. Si tranquillizzi e non si inquieti on. Invernizzi, perché il nostro partito non solo parla e interviene costantemente per ringraziare magistratura e forze dell’ordine per il loro ottimo lavoro, ma è anche ben lontano da certe logiche di compromissione con la criminalità organizzata.
Il rispetto della legalità  – continua Cuda – e il contrasto contro ogni forma di prevaricazione mafiosa sono parte integrante e sostanziale dei valori del Pd e le sue, incaute, parole sfiorano l’oltraggio nel giorno in cui si commemora Franco Fortugno assassinato proprio per il suo impegno politico ed istituzionale in opposizione alle ingerenze delle cosche».
Cuda definisce poi Invernizzi «avulso alla realtà calabrese» in quanto non ben informato dai suoi rappresentanti locali che  «avrebbero dovuto informarlo meglio: l’avv. Pitaro, infatti, da tempo non è più un iscritto al partito».
Chiarito il punto sulla figura di Pitaro, il cui nome è stato associato alle indagini condotte dalla procura di Catanzaro, il segretario provinciale del Pd riparte all’attacco: «La Lega non può proprio permettersi di ergersi, in Calabria soprattutto ma anche altrove, come moralizzatrice. L’onorevole dovrebbe indagare di più sul sostegno elettorale al suo partito in determinate zone della Calabria. Forse maggiore cautela nell’azzardare certi accostamenti illeciti ad altri, prima di fare una serie ed onesta autocritica, sarebbe stata auspicabile. Ma tant’è. Ogni occasione, anche quella ancora doverosamente al vaglio delle autorità giudiziarie, deve essere cavalcata e modellata secondo i propri stringenti interessi politici ed elettorali. Sia rispettoso, invece, sia della funzione che ricopre nel parlamento che del lavoro della magistratura calabrese, alla quale il PD, sempre e non a fasi alterne, ha dato e continuerà a dare pubblicamente e in ogni sede il massimo sostegno. La lotta contro le connessioni fra istituzioni, politica e ‘ndrangheta è una cosa troppo seria per essere lasciata a chi si palesa come giustizialista a fasi alterne».

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