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Gare «sospette» all'Asp di Cosenza, Guccione: «A Rossano appalto in proroga da 12 anni»

Il consigliere regionale invita il dg Belcastro a dare risposte sul servizio di ristorazione dell’ex As 3: «Costi aggiuntivi per migliaia di pasti al giorno»

Pubblicato il: 24/10/2019 – 11:16
Gare «sospette» all'Asp di Cosenza, Guccione: «A Rossano appalto in proroga da 12 anni»

COSENZA Gare «sospette» e appalti «anomali». È quanto è stato denunciato più volte dal consigliere regionale Carlo Guccione che aveva chiesto una «operazione verità sul sistema delle gare e degli appalti dell’Asp di Cosenza per avere procedure trasparenti, certe e veloci ed evitare di creare, con lo stratagemma del sistema delle proroghe e le lungaggini delle procedure di gara, un danno ai cittadini sia dal punto economico che dei servizi sanitari e ospedalieri». In un’interrogazione dello scorso 25 settembre 2019, in particolare, Guccione illustrava la situazione allarmante, ricordando nel dettaglio le vicende della Rsa di Caloveto e di San Nicola Arcella. Nei giorni scorsi, secondo quanto rende noto Guccione, è arrivata la risposta del dirigente del dipartimento regionale Tutela della salute, Antonio Belcastro, in cui viene specificato che, «constatate e verificate le analogie delle irregolarità in entrambe le procedure di gara ha ritenuto opportuno proporre alla Direzione generale dell’Asp di Cosenza la revoca, in autotutela, debitamente motivata, degli atti di entrambe le gare già in itinere». L’aggiudicazione della gara di gestione novennale della Rsa di San Nicola Arcella, precisa Belcastro, «risulta indetta con provvedimento del dg pro-tempore del 4 agosto 2016. Con separata determina dirigenziale veniva nominata la Commissione esaminatrice la cui presidente, nel corso delle procedure, rilevava errori di gestione documentale e inappropriatezze che inficiavano l’iter procedurale, segnalati al Commissario dell’Asp. I rilievi – spiega – concernevano l’inappropriatezza dell’impianto di Disciplinare-Capitolato di gara che avrebbero invalidato la gara di che trattasi. Il commissario dell’Asp di Cosenza, di concerto con la struttura commissariale, in attesa di un più efficace approfondimento tecnico-giuridico riguardo le procedure di gara, sospendeva le attività della suddetta Commissione giudicatrice». Con separata procedura – si precisa – era stata indetta gara per l’affidamento novennale per la Rsa di Caloveto e «da una verifica effettuata sono risultati gli stessi rilievi segnalati per la gara di San Nicola Arcella».
«La direzione aziendale dell’Asp di Cosenza – prosegue la nota di Belcastro – con nota del 30 settembre 2019 chiedeva parere tecnico al Responsabile dell’Uoc Ingegneria Clinica della stessa Asp in merito ad entrambe le suddette procedure di gara al fine di addivenire ad una risoluzione della presente problematica. Il responsabile dell’Uoc ingegneria Clinica dell’Asp di Cosenza, condividendo nella sostanza tutte le valutazioni rilevate dal Presidente della Commissione giudicatrice, in merito agli aspetti tecnici del bando per la Rsa di San Nicola Arcella e verificata l’analogia delle irregolarità in entrambe le procedure di gara» ha ritenuto opportuno «proporre alla Direzione generale dell’Asp di Cosenza la revoca, in autotutela, debitamente motivata, degli atti di entrambe le gare gia’ in itinere». E la Direzione generale dell’Asp ha richiesto parere legale sulla vicenda all’ufficio Area giuridica aziendale.
Guccione commenta: «Non è stata data invece alcuna risposta in merito alla gara di appalto sul servizio di ristorazione fatta dall’ex As 3 di Rossano nel lontano 2007, oggi ancora utilizzata dall’Asp di Cosenza (nata dall’accorpamento di tutte le As della provincia) con il sistema della proroga. Proroga – afferma il consigliere regionale – che dura “solo” da dodici anni e che costa giornalmente per la fornitura di colazione, pranzo e cena euro 13,39, mentre all’ospedale di Reggio Calabria è stata aggiudicata nel 2015 a un costo di euro 9,22 (colazione, pranzo e cena). Un prezzo inferiore di oltre tre euro rispetto a quello di Cosenza. Qualcuno si rende conto – conclude – del costo aggiuntivo che devono sopportare le casse dell’Azienda sanitaria di Cosenza per migliaia di pasti al giorno? Su questo ancora nessuno ha dato una spiegazione».

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