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RINASCITA | Incarnato nei guai per le Politiche 2018. «Disegno criminoso per ottenere voti»

Il commissario della Sorical candidato per il Pd nel collegio Tirreno-Pollino, avrebbe agevolato i progetti dell’ex consigliere regionale Giamborino e di un imprenditore per la realizzazione di un …

Pubblicato il: 19/12/2019 – 13:57
RINASCITA | Incarnato nei guai per le Politiche 2018. «Disegno criminoso per ottenere voti»

CATANZARO Il commissario della Sorical Luigi Incarnato è finito agli arresti domiciliari, questa mattina, su disposizione del Gip distrettuale di Catanzaro. I fatti per i quali è stata emessa la misura cautelare riguardano la campagna elettorale per le Politiche 2018, nel corso della quale Incarnato – attualmente coordinatore della coalizione che sostiene la ricandidatura di Mario Oliverio – correva per il Partito democratico nel collegio uninominale Pollino-Tirreno. Una corsa elettorale finita male (nel collegio trionfò il candidato del M5S Massimo Misiti) che assume, alla luce dell’inchiesta “Rinascita-Scott” una luce sinistra.
I magistrati antimafia contestano a incarnato di aver fatto parte di un «disegno criminoso (…) per ottenere, a proprio vantaggio, il voto elettorale». Il commissario della Sorical avrebbe offerto all’ex consigliere regionale Pietro Giamborino e all’imprenditore Pino Cuomo («che accettavano l’accordo») «la propria disponibilità a favorirne gli interessi economico/imprenditoriali». I due erano interessati «alla realizzazione, nel Comune di Paola, di un centro di accoglienza straordinario per migranti richiedenti asilo». Avrebbe, così, presentato Giamborino – anch’egli arrestato nell’operazione della Dda di Catanzaro – e Cuomo al sindaco di Paola Roberto Perrotta per fare in modo che l’iniziativa imprenditoriale fosse spiegata al sindaco in un incontro che risale al 28 febbraio 2018, a pochi giorni dalla scadenza elettorale (si votò il 4 marzo).
GIAMBORINO E CUOMO Giamborino, in particolare, si sarebbe mosso per «agevolare e rafforzare» le cosche vibonesi e in particolare la “locale di Piscopio”. Un comportamento che ne avrebbe rafforzato «l’autorevolezza e il prestigio nei rapporti con le consorterie rivali, anche per l’aspettativa di favoritismi da parte della pubblica amministrazione, in ragione dell’instaurazione e consolidamento di relazioni con esponenti istituzionali attivi sul territorio e di primo piano».
Secondo l’accusa sarebbe stato Cuomo, amministratore unico delle società Gemes srl e “P&P Group srl” a chiedere l’interessamento di Giamborino perché si attivasse «al fine di influenzare illecitamente il corso della procedura amministrativa volta alla realizzazione» del centro di accoglienza straordinario per migranti a Paola. Cuomo avrebbe, inoltre, sempre secondo quanto contestato dall’accusa, prima promesso e poi consegnato a Giamborino «somme di denaro non meglio quantificate come prezzo per la sua mediazione illecita sia verso Luigi Incarnato, sia verso Roberto Perrotta, sindaco di Paola».
LE INTERCETTAZIONI Centrale, per gli inquirenti, una intercettazione del 22 febbraio 2018 dalla quale emergerebbe «l’accordo corruttivo tra Giamborino e Incarnato a favore di Pino Cuomo». L’argomento è «la promessa di voti contro l’interesse di Incarnato a ottenere un appuntamento con il sindaco di Paola Roberto Perrotta per presentare, assieme a Giamborino, l’imprenditore di Lamezia Cuomo al fine di promuoverlo per l’approvazione di un progetto di recupero dell’hotel Alhambra di Paola, da utilizzare per creare provvisoriamente un centro di accoglienza per migranti». Per il gip, la conversazione «testimonia il motivo del coinvolgimento di Incarnato e l’accordo raggiunto (corruzione elettorale)». Giamborino, nell’intercettazione, riassume così lo stato dell’arte: «Il punto è che adesso lui è in campagna elettorale e io ti do un fiore in segno di amicizia… come si fa… gli imprenditori danno mille lire in aiuto. In più però, essendo io un amico, ti do una mano pure se ho un voto te lo do pure… eh… questo ti posso… che cazzo ti posso dare di più? E in fin dei conti ti chiedo a te di essere consequenziale su una cosa possibilissima di accreditarmi e di andare avanti… poi si vedrà». Subito dopo, Incarnato si spende per favorire un incontro con il sindaco di Paola. Incontro che avviene il 28 febbraio 2018. «Nei dialoghi captati – scrive il Gip – Perrotta, Cuomo, Giamborino e Incarnato entrano nei dettagli del progetto ruotante attorno all’affare “migranti”. Il sindaco, però, illustra le difficoltà legate al progetto così come inizialmente prospettato, per il fatto che il comune di Paola aveva aderito allo Sprar». Qualche giorno dopo, il 3 marzo, «Giamborino ribadisce all’imprenditore il suo obbligo di consegnargli il denaro pattuito, tra martedì e mercoledì (avendo necessità di liquidi) per aver interessato Incarnato e, tramite lui. Perrotta. L’ex consigliere regionale vibonese spiega di avere emergenze bancarie («ho problemi») e Cuomo «gli assicura che consegnerà la somma martedì o al massimo mercoledì in quanto è in attesa di ricevere una grossa somma». Nelle conversazioni successive, secondo i magistrati, di soldi si parla con una metafora: «Mi stai preparando i gelati», chiede Giamborino, che intanto propone all’imprenditore «un progetto alternativo a Vibo Valentia, in quel caso chiedendogli però di includerlo nell’affare». (ppp)

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