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Festival di Spoleto, il pm chiede il processo per Oliverio, Aiello e Lucchetti

L’accusa per gli imputati è di peculato per avere speso oltre 95mila euro di fondi pubblici per «finalità privatistiche di promozione politica»

Pubblicato il: 25/02/2020 – 17:15
Festival di Spoleto, il pm chiede il processo per Oliverio, Aiello e Lucchetti

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Il gup di Catanzaro deciderà il prossimo 10 marzo se rinviare o meno a giudizio l’ex governatore della Calabria Mario Oliverio, l’ex parlamentare del Pd Ferdinando Aiello e il promoter e legale rappresentante della Hdrà spa, Mauro Lucchetti. Martedì si sono tenute le discussioni dell’accusa e delle difese. Il pm Graziella Viscomi ha ribadito la richiesta di rinviare a processo tutti gli imputati mentre le difese – l’avvocato Enzo Belvedere per Oliverio e Aiello e l’avvocato Marcello Manna per Lucchetti – hanno chiesto il non doversi procedere. L’accusa per Oliverio, Aiello e  Lucchetti è di peculato per avere utilizzato oltre 95mila euro di fondi pubblici, destinati alla promozione turistica della Regione Calabria, impiegati invece per finanziare un evento giornalistico, svoltosi nel luglio 2018 a Spoleto, «con finalità – scrive la Procura di Catanzaro – privatistiche di promozione politica». Al Festival dei Due mondi in programma a Spoleto, dunque, non vi sarebbe stata nessuna promozione della Calabria. L’evento finanziato dalla Regione Calabria – costato 95.475,02 euro – «era un format giornalistico – scrive ancora la Procura – svoltosi a margine del Festival spoletino, nel cui contesto non venivano promosse le attività turistiche regionali, bensì si realizzavano le interviste tipiche di un talk show». La promozione sarebbe stata fatta a favore di Oliverio, protagonista del talk show del giornalista Paolo Mieli. Per il resto i fondi pubblici avrebbero pagato alberghi e cene di gala per l’ospitalità di personalità del giornalismo e dello spettacolo, intervistate nel corso della manifestazione. Aiello è considerato «istigatore e determinatore della condotta, nonché in parte beneficiario dei fondi distratti», mettendo in contatto Oliverio con la Hdrà. In pratica sarebbe stato Aiello, venuto a conoscenza, da parte di un consulente della Hadrà, che la società era alla ricerca di finanziamenti per il format “I dialoghi di Paolo Mieli”, a mettere in contatto Oliverio con la società «istigandone la partecipazione e partecipando lui stesso (sebbene privo di titoli) a spese regionali». (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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