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«La notte di fuga dal coronavirus (e dal buonsenso)»

di Paola Militano

Pubblicato il: 08/03/2020 – 17:13
«La notte di fuga dal coronavirus (e dal buonsenso)»

Le sette bozze del decreto, la fuga di notizie e la fuga da Milano verso la Calabria. Era già successo nel recente passato che qualche incauto buontempone all’interno di Palazzo Chigi divulgasse in chat le bozze di un dpcm prima dell’entrata in vigore, ma questa volta l’effetto della fuga di notizie potrebbe avere conseguenze ben più gravi se non catastrofiche.
Le notizie sulla base di decisioni ancora frammentarie trapelate e relative all’allargamento delle zone rosse ed alle misure anti Coronavirus, com’era ampiamente prevedibile, hanno generato il caos e provocato l’affollamento delle stazioni (qui la notizia e il video) e la fuga verso il sud del Paese.
Come dire – pur consapevoli che il sistema sanitario “tra i migliori del mondo” si fermi a Roma – sono riusciti a spingere un “gregge impazzito” fuori dell’ovile con gli scenari facilmente e drammaticamente prevedibili.
Al momento non si hanno notizie certe su quante delle persone apparse nel video con le valigie al seguito siano riusciti (dopo le 22) a salire sui treni diretti al Sud, ma è necessario intercettare chiunque sia rientrato, in queste ore, in Calabria e fermare quella possibile “ondata di coronavirus” che metterebbe a dura prova la sanità (la nostra) già compromessa da scelte schizofreniche, compiute in nome del risanamento, ma che nei fatti hanno portato al “suicidio assistito” dell’intero sistema.
Ora è caccia ai fuggitivi ed in prima linea ci sono i governatori del Sud che devono rimediare ad un danno collaterale non di poco conto, quello da rientro senza alcun preavviso.
Ma va chiarito ciò che le espressioni legal-burocratiche lasciano solo intuire nel Decreto in vigore: chiunque non osserverà un provvedimento emanato per ragioni «di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene» è punibile anche con l’arresto.
Tornando ai presidenti di Regione ed alla loro corsa contro il tempo. Il governatore pugliese, Michele Emiliano, annuncia nella notte su facebook di avere firmato «l’ordinanza per obbligare alla quarantena chi arriva in Puglia dalla Lombardia e dalle 11 province del Nord».
Il governatore Santelli che in un primo appello su facebook non nasconde la sua preoccupazione – «La sanità regionale non è in grado di far fronte a questa emergenza» – emana un’ordinanza stabilendo che: «Le società di autolinee e Trenitalia sono tenute a comunicare l’elenco dei passeggeri provenienti dalle zone indicate dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri ai dipartimenti di Prevenzione territorialmente competenti, anche tramite i sindaci», i «prefetti delle province regionali, invece, dispongono verifiche presso le stazioni ferroviarie, aeroportuali, le stazioni delle autolinee interregionali».
La sanità calabrese si dice pronta a reggere all’urto, ma il vero problema all’orizzonte è un altro: potremmo non essere in grado di curare con la terapia intensiva tutti i pazienti che ne hanno bisogno.
Perciò niente panico e allarmismi, polemiche e strumentalizzazioni politiche. È allarme. Atteniamoci alle regole e isoliamo gli idioti. Occorre una buona dose di senso civico prima che sia toppo tardi. (paola.militano@corrierecal.it)

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