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Coronavirus, il governo stanzia 25 miliardi di aiuti. «Nessuno perderà il lavoro»

Allo studio interventi per supportare le aziende e le famiglie. Nel decreto una cassa integrazione speciale e allargamento degli ammortizzatori sociali

Pubblicato il: 11/03/2020 – 11:44
Coronavirus, il governo stanzia 25 miliardi di aiuti. «Nessuno perderà il lavoro»

ROMA Cresce il piano italiano di risposta all’emergenza coronavirus. Il consiglio dei ministri ha portato a 25 miliardi di euro lo stanziamento per far fronte alla situazione straordinaria che sta vivendo il Paese, in termini di saldo netto da finanziare, che diventano 20 miliardi in termini di indebitamento netto: si tratta delll’1,1 per cento del prodotto interno lordo.
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo ha annunciato in conferenza stampa insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.
«Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito, ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest’emergenza», ha spiegato Conte.
Gualtieri ha spiegato che probabilmente la metà delle risorse verrà impiegata subito, l’altra metà andrà a supporto degli interventi da definire. «Le risorse stanziate saranno utilizzate in parte nel primo decreto – che stiamo preparando e che contiamo di approvare in settimana, venerdì – con risorse per 12 miliardi». Il passaggio odierno, invece, consiste nel «chiedere l’autorizzazione al Parlamento per utilizzare fino alla cifra di 25 miliardi», ha spiegato, «poi il livello di deficit verrà definito in un secondo momento», anche alla luce degli impegni della Ue di intervenire.
«NESSUNO PERDERÀ IL LAVORO» Quanto alle misure indicate, Gualtieri è partito dal «sostegno al lavoro: nessuno perderà il lavoro per il coronavirus». Catalfo ha annunciato che tra gli interventi ci saranno “norme speciali per gli stagionali e gli autonomi” che prevedono «la sospensione dei versamenti e dei contributi previdenziali e assistenziali in modo da tutelare tutti i settori».
Nel decreto ci sarà poi «una Cassa integrazione speciale che va a tutelare tutti i lavoratori indipendentemente dal settore a cui appartengono» e si prevede «un allargamento degli ammortizzatori sociali, con la possibilità di utilizzo del fondo di integrazione salariale per le imprese da 5 a 15 dipendenti».
IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE In attesa del testo vero e proprio degli interventi, come emerso nelle ultime ore dalle bozze uno dei cardini sarà il «sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese tramite il sistema bancario». Allo studio c’è una moratoria generalizzata per mutui e tasse legata al reddito Isee, sotto i 30 mila euro. Chi perde il lavoro per almeno un mese avrebbe diritto alla sospensione per 18 mesi delle rate. Per le imprese, dovrebbero esserci risorse di 2 miliardi da impiegare attraverso il canale di uno “sconto” sui contributi previdenziali. Per quanto riguarda la liquidità, il governo è al lavoro con Abi e Bankitalia per costruire una ampia moratoria creditizia a favore delle imprese in modo da garantire parecchie decine di miliardi, probabilmente con parziale garanzia pubblica. È previsto anche un potenziamento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese e un rafforzamento di Confidi, il fondo di sostegno per le aziende sul territorio.
TAVOLO SUL FISCO Per il fisco il tavolo è aperto: si sta studiando la sospensione dei versamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ma potrebbe entrare anche la sospensione delle rate delle “sanatorie”, la rottamazione-ter e il cosiddetto “saldo e stralcio”. In ballo anche l’estensione a tutto il territorio nazionale della sospensione e del rinvio dei termini degli adempimenti e delle scadenze fiscali.
Per le famiglie, il supporto proposto dalla ministra Bonetti è duplice: «un congedo parentale di 15 giorni ripartiti tra padre e madre in modo proporzionale, per non sbilanciare il peso sulle donne e un voucher di almeno 600 euro, che salirebbero a mille nel caso di operatori sanitari e di ricercatori, per coprire le spese di baby sitter e aiuti familiari».
Per la sanità,nei giorni scorsi già sono state disposte misure straordinarie a partire dall’assunzione di 5.000 nuovi medici, tra disoccupati, specializzandi e pensionati. Si interviene inoltre per assumere 15 mila infermieri ed operatori sanitari.

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