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Trasferimento Lupacchini e Facciolla, il Csm: «Gli uffici vanno assegnati ad altri magistrati»

Il Plenum del Consiglio superiore della magistratura mercoledì ha rigettato l’istanza proposta dall’ex procuratore generale di Catanzaro e dall’ex procuratore di Castrovillari che avevano chiesto d…

Pubblicato il: 07/05/2020 – 0:07
Trasferimento Lupacchini e Facciolla, il Csm: «Gli uffici vanno assegnati ad altri magistrati»

ROMA Verranno assegnati ad altri magistrati gli Uffici Uffici direttivi di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro e di Procuratore presso il Tribunale di Castrovillari. Il Plenum del Consiglio superiore della magistratura mercoledì ha rigettato l’istanza proposta dall’ex procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini e dall’ex procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, di revocare o sospendere la delibera attraverso la quale il Csm aveva disposto la pubblicazione degli Uffici direttivi di Procuratore generale nella Corte d’Appello di Catanzaro e di Procuratore nel il Tribunale di Castrovillari. In sostanza vengono giudicati vacanti i ruoli prima occupati da Lupacchini e Facciolla, fase prodromica alla nomina di nuovi magistrati negli uffici giudiziari. «Lupacchini e Facciolla evidenziavano nell’istanza di essere stati solo provvisoriamente e temporaneamente destinati ad altri Uffici giudiziari sulla base di due distinte ordinanze cautelari adottate dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore (nn. 23/2020 e 128/2019), risultando in ogni caso ancora titolari degli Uffici direttivi in esame, che pertanto non possono ritenersi vacanti; rilevato che nell’istanza si dava conto della pendenza dell’impugnazione avverso le ordinanze cautelari». Ma secondo il Plenum del Csm a prevalere è «il preminente interesse pubblico alla tempestiva copertura dell’Ufficio per assicurare la continuità della funzione pubblica, risultando peraltro irrilevante sotto questo profilo il fatto che la misura cautelare sia sottoposta a gravame». Quindi, nonostante la posizione di Facciolla e quella di Lupacchini siano in attesa di essere definite e giudicate, il Csm ha rigettato l’istanza e, riferendosi a una sentenza del Consiglio di Stato viene sottolineata la «dominante esigenza di assicurare la continuità della funzione pubblica, la quale impone all’amministrazione, disposta la misura cautelare, di provvedere senza ritardi alla sua assegnazione ad altro magistrato».
FACCIOLLA Il 28 novembre scorso la sezione disciplinare del Csm ha stabilito il trasferimento d’ufficio al Tribunale di Potenza, con il ruolo di giudice civile, del procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. La tesi è che Facciolla abbia “abusato delle sue funzioni di magistrato rivelando dati sensibili, favorendo una società che si occupa di intercettazioni e commettendo ‘una grave scorrettezza’ nei confronti dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro”.
Fatti che secondo il Csm avrebbero “determinato una caduta di autorevolezza, prestigio e credibilità dentro e fuori dell’ufficio giudiziario di appartenenza anche a causa della rilevanza che la vicenda in oggetto ha avuto sul piano locale, con inevitabili ricadute negative in punto di delegittimazione dell’esercizio delle funzioni giurisdizionali nello specifico contesto territoriale dove si sono verificati i dati e dove Facciolla esercita attualmente le funzioni”.
LUPACCHINI Il 27 gennaio la sezione disciplinare del Csm ha disposto il trasferimento d’ufficio per il Pg di Catanzaro Otello Lupacchini e lo ha destinato alla Procura generale di Torino come sostituto Pg. Il “tribunale delle toghe” ha accolto la richiesta avanzata dal ministro della Giustizia Bonafede e dal Pg della Cassazione Giovanni Salvi, che hanno avviato l’azione disciplinare nei confronti di Lupacchini, accusandolo di aver “delegittimato” il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Al centro del procedimento, l’intervista che Lupacchini rilasciò lo scorso dicembre al Tgcom – dopo i numerosi arresti avvenuti nell’ambito dell’indagine anti ‘ndrangheta “Rinascita Scott” – in cui sarebbe stato delegittimato l’operato del capo della procura di Catanzaro, Nicola Gratteri. Tra le incolpazioni mosse dai titolari dell’azione disciplinare a Lupacchini anche quella di aver offeso il Csm.

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