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Cosenza, Ato in mano ai commissari ma i privati decidono le tariffe

L’ultimo decreto di Jole Santelli consente a Calabria Maceri di determinare il costo e controllare chi può o non può conferire in discarica. Amministratori comunali “agitati”: l’atto potrebbe finir…

Pubblicato il: 26/07/2020 – 9:28
Cosenza, Ato in mano ai commissari ma i privati decidono le tariffe

di Michele Presta
COSENZA L’Ato Cosenza è ormai svuotata di tutte le sue funzioni. L’organismo che avrebbe dovuto gestire e garantire, seppur non abbia mai avuto un riconoscimento giuridico, tutta la filiera dei rifiuti, dalla raccolta ai pagamenti, esce con le ossa rotta dagli ultimi decreti del presidente della Regione Jole Santelli e si avvia verso un declino lento e inesorabile. Già il suo presidente ne aveva chiesto una sorta di “chiusura” a favore di una Ato regionale (cosa che con ogni probabilità avverrà in autunno) ma le ultime indicazioni che arrivano dalla Cittadella suonano come un diktat inesorabile: «Commissariate tutto». Il pubblico si fa da parte, ma non il privato. Infatti con il punto b) decreto numero 101 del 23 luglio il presidente della regione Regione scrive che: «Sia espressamente prevista la tariffazione diretta del servizio da parte del gestore Calabra Maceri ai Comuni che forniscono del servizio di trattamento. c) sia espressamente prevista la clausola per cui l’accesso all’impianto è garantito ai Comuni in regola con i pagamenti delle fatture emesse dal gestore (Calabra Maceri)». L’Ambito territoriale ottimale cosentino dunque viene esautorato anche dal potere di vigilanza. Un atto ufficiale consentirà al gestore dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di “decidere” o meno chi potrà conferire e lo farà chiaramente (anche considerati i soldi che ancora avanza) in base a chi dopo agosto (mese entro cui il costo dello smaltimento sarà a carico della regione) si dimostrerà un buono o cattivo pagatore. Una decisione che ha creato un po’ di maretta tra gli amministratori locali e non si esclude che il decreto possa finire nelle mani del Tar poiché si ritiene leda i principi della legge regionale 14/2020 che regola il ruolo delle Ato calabresi, disposto normativo che si tenterebbe di aggirare e ma che è ancora pienamente in vigore.
TUTTO IN MANO AI COMMISSARI Per il contratto sulla tariffazione del servizio di trattamento e smaltimento rifiuti la regione aveva individuato come commissario l’ingegnere Francesco Viscomi, come stabilito con il decreto del presidente del 23 luglio. Il decreto del presidente Jole Santelli gli agevolerà di molto il lavoro considerando la «tariffazione diretta del servizio». Il costo per il secondo semestre del 2020 potrà dunque lievitare (come vi avevamo spiegato qui ) e il tutto avverrà nonostante il parere negativo della presidenza di Ato Cosenza. Ma un commissario (e si tratta dell’ingegnere Francesco Azzato) è stato nominato anche per sostituirsi al comune di Cassano Allo Jonio (amministrato da Gianni Papasso) per occuparsi de :« l’abbanco dei volumi appartenenti al sovralzo della IV buca, per circa 30.000 mc, nelle more che il progetto già presentato all’autorità competente ottenga tutte le autorizzazioni necessarie; la gestione della discarica dovrà avvenire nel rispetto dei piani di gestione e di monitoraggio e controllo approvati con l’OCD n. 9817 del 6-4-2011». Un incarico che al comune ionico costerà 1.500 euro. Tanto, ad onor di cronaca, venne stabilito dal presidente Jole Santelli il 20 maggio del 2020. Sempre nella stessa data, un altro aspetto saliente di cui si sarebbe dovuta occupare Ato è finita nuovamente in mano ad un commissario. Si tratta dell’ingegnere Ida Cozza che «quale commissario ad acta, in sostituzione della Comunità d’Ambito di Cosenza, provveda a concludere tutte le azioni atte a “determinare il sito ove ubicare l’ecodistretto previsto nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 156/2016 nonché a determinare il sito ove ubicare la discarica di servizio dell’ecodistretto di nuova realizzazione prevista anch’essa nel detto PRGR». Sull’ecodistretto Ato nonostante i tanti mesi di discussione non è mai riuscita a trovare una soluzione che sia stata condivisibile da tutti. Quasi un anno fa, si annunciava in termini trionfalistici la scelta di Morano Calabro, salvo poi un repentino passo indietro dopo le tante proteste dei cittadini. Ato ci ha provato, adesso tocca ai commissari. (m.presta@corrierecal.it)

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