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Narcotraffico, Salvatore "El Mono" Mancuso verso l'estradizione in Italia

La rivela “Lavialibera”. Per i media colombiani il trasferimento potrebbe avvenire il 26 agosto, alla fine della condanna scontata negli Usa. L’ex capo dei paramilitari delle Auc è coinvolto nei tr…

Pubblicato il: 19/08/2020 – 11:52
Narcotraffico, Salvatore "El Mono" Mancuso verso l'estradizione in Italia

ROMA In Colombia è stato per quasi dieci anni il capo di un gruppo paramilitare che ha fatto migliaia di vittime e trafficato cocaina nel mondo. Si chiama Salvatore Mancuso Gomez, soprannominato “El Mono”, la scimmia. Mancuso Gomez ha finito di scontare una condanna in carcere negli Stati uniti. Il 26 agosto potrebbe essere estradato in Italia perché coinvolto, anni fa, in alcune inchieste sui traffici tra narcos colombiani e ‘ndrangheta.
Questa operazione gli permetterà di eludere la giustizia colombiana, l’estradizione usata come uno strumento per occultare la verità e garantire l’omertà, oltre ad essere un grave affronto nei confronti delle vittime del paramilitarismo nel Paese, che da decenni chiedono verità, giustizia, risarcimento e non ripetizione. Lo rivela Lavialibera, rivista di Libera e Gruppo Abele che rilancia la denuncia del Movimento Nazionale delle Vittime dei crimini di Stato (Movice) e di Libera.
LA STORIA DEL “MONO” Lavialibera racconta la storia de “El Mono”: «Mancuso, figlio di un migrante italiano e di una donna di Monteria, era un proprietario terriero e nel 1995 si era unito a un’organizzazione chiamata “Autodefensas Campesinas de Córdoba y Urabá” (Accu) perché sarebbe stato stanco delle azioni dei gruppi guerriglieri contro la sua famiglia e le sue proprietà. L’italo-colombiano ha ricoperto un ruolo importante al fianco del fondatore, Carlos Castaño. Negli anni successivi, dopo la creazione della Auc, “El Mono” ne è diventato uno dei leader più importanti, ma anche uno dei più spietati e spregiudicati. Oltre alle violenze, inoltre, l’organizzazione si è messa nella produzione e nel traffico di cocaina dalla Colombia all’estero e per questa ragione Mancuso Gomez è stato coinvolto nelle indagini della Drug enforcement administration (Dea) degli Stati Uniti e in quelle delle Direzioni distrettuali antimafia in Italia, come l’operazione “Decollo” del 2004 e quella chiamata “Galloway Tiburon” del 2006». Mancuso Gomez si è arreso nel 2004 ed è stato estradato negli Stati Uniti nel 2008. Nella primavera 2020, però, la sua condanna è risultata scontata per intero e questo ha aperto una nuova partita.
L’ESTRADIZIONE Secondo i media colombiani – rivela ancora il sito di Libera – il 26 agosto prossimo gli Stati Uniti estraderanno Mancuso-Gomez in Italia. In Colombia l’ex capo dell’Auc rischia di essere ucciso, sostengono i suoi avvocati. Nel frattempo, il 15 aprile scorso la procura generale colombiana e il ministero della giustizia hanno chiesto che l’ex capo paramilitare e narcotrafficante sia invece rimandato a Bogotà per permettere a Mancuso di testimoniare su almeno 11mila gravi delitti, fra cui centinaia di brutali omicidi, commessi da lui e dai paramilitari ai suoi ordini.

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